Terrà

Cooperazione italo-tunisina, il GAL Eloro scommette sullo sviluppo sostenibile

di Paola Paci

Il GAL Eloro è stato fin dalla sua costituzione, e continua ad essere, un vero pioniere delle attività di cooperazione in Sicilia, sia essa di tipo interterritoriale, interregionale, transfrontaliera o transnazionale e, nell’ultimo decennio, è stato particolarmente attivo in numerosi progetti cofinanziati dal Programma di cooperazione transfrontaliera “Italia-Tunisia”; infatti, è attualmente partner del progetto “JESMED – Ponte Ancestrale Mediterraneo della filiera ovina”, che mira a sostenere l’imprenditorialità nel settore dell’allevamento ovino in Tunisia e in Italia migliorandone i metodi di gestione e potenziando la qualità e la specificità dei suoi prodotti al fine di giungere alla valorizzazione della carne di agnello della razza tunisina Noir de Thibar (NT) e delle carni di agnello da latte e di agnellone siciliano macellate secondo il rito Halāl.

Razze ovine tunisine

Nell’ambito del pacchetto tecnico di attività “Sviluppo e controllo qualità” e della formazione ad esso associata, l’Istituto Agronomico della Tunisia (INAT), e il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università degli Studi di Catania (Di3A – UniCT) hanno organizzato, lo scorso 17 novembre, un interessante seminario a carattere altamente scientifico, intitolato “Qualità e Valorizzazione della Carne Ovina”, parzialmente in presenza e in parte a distanza tramite piattaforma Google Meet, in collaborazione con il Laboratorio di Produzione Animale e Foraggera dell’Istituto Nazionale di Ricerca Agronomica della Tunisia, nel corso del quale sono intervenuti illustri rappresentanti del mondo della ricerca e accademico della Sicilia e della Tunisia.

Nel corso del seminario formativo è stata approfondita la tematica della qualità delle carcasse e delle carni di agnello di razze tunisine e presentati i risultati delle ricerche più recenti condotte in questo settore, così come i lavori di ricerca sulla valorizzazione della carne ovina in Tunisia e l’approccio sperimentale utilizzato nelle tecniche analitiche utilizzate per identificare il profilo degli acidi grassi contenuti nella carne. Questi interventi hanno fornito interessanti spunti di dibattito ed hanno stimolato approfondimenti scientifici sull’effetto della razza e l’effetto della dieta sulla composizione in acidi grassi della carne ovina, sui criteri di scelta del taglio delle carcasse e l’equazione della composizione dei tessuti, e l’importanza di utilizzare co-prodotti agricoli (sottoprodotti naturali da distillazione ) pre o post mortem, data la loro ricchezza di composti antiossidanti, per migliorare la qualità della carne.

Ovini Noir de Thibar

Questo seminario fa parte di tutta una serie di attività formative grazie alle quali i partner italiani stanno trasmettendo ai partner tunisini know-how e competenze nella valutazione oggettiva della qualità delle carcasse e delle carni ovine. L’attività teorica è affiancata da un’attività pratica sull’applicazione di queste conoscenze per garantire una formazione qualificata del personale e da analisi di laboratorio che permetteranno d’identificare in modo affidabile e ripetuto i segni distintivi della “carne di agnello Noir de Thibar”, razza ovina tunisina su cui è incentrato il progetto, necessari per l’etichettatura del prodotto finito e fondamentale per mettere a punto un sistema di tracciabilità, che consentirà lo sviluppo del pacchetto tecnico per l’etichettatura della carne ovina: sia al fine di avviare la certificazione della “carne di agnello Noir de Thibar” grazie all’applicazione della norma UNI EN ISO 22005:2008 per la rintracciabilità di filiera delle carni ovine; sia per poter produrre secondo la certificazione HALĀL e avviare gli attori italiani verso la certificazione e l’accreditamento secondo gli standard SMIIC (Standards and Metrology Institute for Islamic Countries) per la valorizzazione delle carni di agnello da latte e di agnellone, secondo un modello unico che riguarda l’intera area transfrontaliera.

*Animatrice socioeconomica del GAL Eloro

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