Il decreto
Caccia, via libera al calendario 2026-2027 con apertura fissata il 20 settembre
La Sicilia avvia la stagione venatoria 2026-2027 con un calendario che conferma l’impianto dello scorso anno e mantiene invariata la scansione delle aperture. Il decreto firmato dall’assessorato regionale all’Agricoltura introduce le giornate di preapertura dal 2 settembre e fissa al 20 settembre l’avvio generale dell’attività venatoria. Restano demandati a successivi provvedimenti i criteri relativi al prelievo del coniglio selvatico e del moriglione.
A comunicare l’approvazione del calendario è stato l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, che ha rivendicato il rispetto delle scadenze amministrative previste. “Anche quest’anno abbiamo onorato i tempi previsti per consentire la riapertura della stagione venatoria: la dimostrazione concreta di un ennesimo impegno preso con il mondo venatorio e portato a termine”, ha dichiarato.
Preapertura e specie coinvolte
Il calendario ripropone l’assetto adottato nella stagione precedente. Sono previste due giornate di preapertura dedicate alla tortora e sei giornate per il colombaccio, secondo una formula che negli ultimi anni è stata utilizzata dall’amministrazione regionale per distribuire il carico venatorio nelle prime settimane di attività.
L’apertura generale rimane fissata al 20 settembre, data che segna l’avvio ordinario della stagione in tutta l’Isola. Per alcune specie, tuttavia, il quadro resta sospeso. Il prelievo del coniglio selvatico e del moriglione sarà infatti disciplinato attraverso successivi atti amministrativi, come previsto dalle disposizioni vigenti e dagli aggiornamenti normativi in materia faunistica e ambientale.
Pubblicazione e iter amministrativo
Il decreto sarà pubblicato nella sezione dedicata dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea sul portale istituzionale della Regione Siciliana. Un estratto del provvedimento comparirà inoltre sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, completando così l’iter formale necessario all’entrata in vigore del calendario.
La scelta di mantenere una struttura sostanzialmente identica a quella del 2025-2026 risponde all’esigenza di garantire continuità regolamentare alle associazioni venatorie e agli operatori del settore, evitando modifiche sostanziali nella programmazione della prossima stagione.
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