Terrà

Imprenditori 10 & Lode
Pasticceria “Aruci”, la ricetta di nonna Giorgina e la dolce passione di Melissa e Giovanni Puglisi

di Agata Imbrogiano

“Aruci” è la pasticceria che si trova nel cuore di Rosolini, un paesino nella provincia di Siracusa. A gestire l’azienda, i fratelli Melissa e Giovanni Puglisi. Una coppia che scommette tutto sulla valorizzazione del sesamo, un prodotto locale. I giovani imprenditori hanno battezzato la loro attività “Aruci”, come detto, richiamando dal dialetto locale la parola “ruci”, che vuol dire dolce. Tutto nasce dalla ricetta della giuggiulena della nonna Giorgina, tramandata alla mamma Lucia e ora finita nelle mani di Melissa e Giovanni. La “giuggiulena”, detta anche “cubbaita” e anche “giurgiulena”, è un dolce tipico della tradizione siciliana, molto simile al torrone, sia per la preparazione che per gli ingredienti utilizzati ed è composto principalmente da sesamo, per l’appunto, che in dialetto siciliano viene detto proprio “giuggiulena”. Il segreto del torrone sottilissimo di Aruci è il sesamo tostato proveniente da Ispica e l’utilizzo tradizionale dello strutto invece che del burro.

Sesamo di Ispica, “perla” del territorio siciliano

La produzione del sesamo utilizzata da Aruci avviene ad Ispica e Scicli (Ragusa), e a Rosolini e a Noto (Siracusa), dove si coltivano moltissimi ettari di campi. In questi luoghi, infatti, il clima caldo unito alla presenza di suoli, limo-argillosi e profondi, consente lo sviluppo ideale della pianta che arriva a un’altezza di circa 150 cm e può produrre fino a 150 capsule, contenenti ciascuna circa 70 semi. I produttori dell’associazione “Gghjugghjulena” qui si occupano della sua coltivazione, valorizzata anche dalla presenza del presidio Slow Food. I torroni di Aruci, inoltre, si caratterizzano per avere poco zucchero e poco miele, rendendo il dolce più leggero e più gustoso. Le mani di Giovanni e la passione di Melissa hanno dato vita così a un piccolo laboratorio-bistrot di dolci tipici biologici, una attività di famiglia custodita gelosamente e che ha portato l’azienda a esportare i suoi dolci anche nei Paesi Bassi e in Francia.

Nuovi macchinari grazie anche a bandi pubblici

Capiamo subito la ricerca della qualità e della naturalezza, scoprendo la provenienza dei prodotti utilizzati: sesamo di Ispica, mandorle di Avola, nocciole dei Nebrodi e i grani antichi di Modica. In bottega, il laboratorio interno è a vista, dietro una grande vetrata. Il prodotto è sempre in giro per l’Italia grazie anche al bando regionale per l’internazionalizzazione che ha permesso di partecipare a numerose fiere del settore dolciario. Un altro bando del Gal locale è stato sfruttato per allargare il laboratorio interno grazie all’acquisto di nuovi macchinari come i forni a risparmio energetico. La produzione dei dolci si concentra tra agosto e febbraio puntando quindi a destagionalizzare il loro lavoro anche nei periodi poco attivi. “La fragranza del loro prodotto imbustato si mantiene anche dopo diversi mesi – dice Melissa a Terrà – e questo lo rende un torrone versatile e molto utilizzato nelle degustazioni”. Una storia di innovazione, risorse pubbliche e conservazione delle tradizioni di famiglia che di generazione in generazione hanno acquisito valore, conquistando mercati di nicchia attenti alla qualità e al gusto.

Per dirla con Melissa, “Aruci rappresenta sia il passato che il futuro e adatta le sue ricette storiche anche alle nuove necessità alimentari”. Non a caso tra i prodotti confezionati ci sono anche dolci senza uovo, senza glutine, senza burro e latticini. L’imprenditrice, ricorda con commozione la “smisurata” passione per i dolci di nonna Giorgina sommata a un’innata capacità di cucinarli. “L’indissolubile legame tra passato, per la nostra sapiente rielaborazione delle ricette della tradizione, e presente, di cui sono espressione moderni metodi e tecniche di produzione, ci spinge alla selezione scrupolosa degli ingredienti – continua Melissa -. I nostri prodotti nascono in risposta alle esigenze di un pubblico attento ed esigente. Il processo di lavorazione è naturale e la forma ad elica che conferiamo al prodotto viene data manualmente. Utilizziamo al minimo lo zucchero e il miele per risaltare il sapore dell’ingrediente principale: il sesamo. Giovanni è sempre in laboratorio – evidenzia – e grazie alla sua creatività propone sempre nuove golosissime ricette”. Infine, Melissa tiene a far sapere che è possibile organizzare delle visite in laboratorio guidate, al fine di “trasmettere l’amore che proviamo per il nostro territorio”.

torronesiciliano.it M. +393383594764info@aruci.itFacebookInstagram

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