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Produttori siciliani in missione a Sarajevo per rafforzare l’export agroalimentare

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La Sicilia porta a Sarajevo una selezione delle sue produzioni agroalimentari più rappresentative nell’ambito della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2026, trasformando l’iniziativa “Sicilia a Sarajevo 2026” in un progetto di diplomazia economica. Per sei giorni, la capitale bosniaca ospita incontri commerciali, workshop e masterclass dedicati a olio e vino, con l’obiettivo di consolidare la presenza delle imprese siciliane in un’area considerata strategica per l’export regionale.

Cooperazione istituzionale

L’azione è coordinata dall’assessorato regionale per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea, che sostiene la partecipazione delle filiere produttive. In prima linea l’IRVO (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio), il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore” e l’Unione Regionale Cuochi Siciliani, impegnati nel rafforzare la competitività delle aziende sui mercati emergenti dell’area balcanica.

Il programma prevede attività B2B rivolte a buyer, distributori e operatori HORECA, con l’obiettivo di creare nuove relazioni commerciali e istituzionali. L’assessore regionale Luca Sammartino sottolinea la rilevanza dell’iniziativa: “Investire sulla promozione internazionale è una scelta vincente, con un export agricolo e agroalimentare che sfiora i due miliardi di euro e cresce costantemente da quattro anni”.

I protagonisti

Per il comparto olivicolo, l’IRVO affianca Frantoio Manfredi, Olio Verde di Brancato, Oleum, Oleificio Gabriele Alberto, Evo Sicily, Azienda Agricola Fisicaro e Antico Frantoio Murgia. Sul fronte vitivinicolo partecipano Firriato, Birgi Vini e Azzolino Winery. La selezione punta a valorizzare tracciabilità, sostenibilità e qualità certificata, elementi centrali nella strategia di internazionalizzazione regionale.

Sarajevo come piattaforma commerciale

La scelta della capitale bosniaca risponde alla crescente centralità del Cantone di Sarajevo, che concentra stakeholder istituzionali, operatori della grande distribuzione, strutture ricettive e canali turistici. Con migliaia di hotel e un sistema HORECA dinamico, la città rappresenta uno dei principali poli business dei Balcani occidentali.

Tra gli interlocutori attesi figurano hotel 4-5 stelle, business hotel, ristorazione medio-alta, catering, wine bar, chef referenti, F&B manager e distributori specializzati. Una platea considerata decisiva per ampliare la presenza dei prodotti siciliani in un mercato in espansione.

Programma

L’iniziativa nasce dalla collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Bosnia Erzegovina, che ha manifestato interesse per le eccellenze agroalimentari siciliane. Il calendario prevede workshop e masterclass rivolti agli addetti ai lavori.

Tra gli appuntamenti principali, lunedì 6 luglio alle 11.30 la masterclass “Gli oli siciliani: profilo sensoriale e peculiarità delle principali cultivar siciliane”; martedì 7 luglio, alla stessa ora, la sessione “I vini siciliani: profilo sensoriale e peculiarità dei principali vitigni siciliani”. Entrambe curate dall’IRVO, mirano a presentare caratteristiche tecniche e potenzialità commerciali delle produzioni regionali.

Prospettive e ricadute attese

La missione punta a consolidare un modello di promozione integrata che unisce narrazione delle filiere, valorizzazione dei territori e costruzione di relazioni istituzionali. Vino e olio diventano strumenti di dialogo economico e culturale, in un contesto, quello balcanico, caratterizzato da crescente domanda di prodotti di qualità e attenzione alla sostenibilità.

Le attività avviate a Sarajevo potrebbero aprire nuove opportunità per le imprese siciliane, contribuendo a diversificare i mercati di riferimento e a rafforzare la presenza regionale nel quadrante sud-orientale dell’Europa.

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