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Grano duro tra ricerca e mercati, a Palermo la II edizione delle Giornate della pasta siciliana

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La due giorni siciliana concentra interlocutori pubblici e privati intorno alle sfide della filiera del grano duro. A guidare l’iniziativa sono il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, il Distretto Produttivo Cereali Sicilia e gli assessorati regionali competenti. Obiettivo pratico: costruire strumenti concreti per aumentare valore e visibilità della pasta prodotta nell’Isola.

Rischi e opportunità della concorrenza

Il settore affronta pressioni competitive esterne e vincoli ambientali. L’apertura ai mercati esteri richiede standard riproducibili e certificazioni che testimonino origine e qualità. Le imprese locali devono sostenere investimenti in filiera corta, logistica e marchi collettivi se intendono passare da nicchia riconosciuta a offerta scalabile.

Il confronto a Palermo mette in evidenza pratiche colturali e tecnologie di trasformazione che incidono sui costi e sull’impronta ambientale. Agronomi e tecnici sottolineano la necessità di sistemi integrati che riducano input chimici, migliorino resa e preservino la qualità proteica del grano duro. La sostenibilità diventa criterio commerciale, non solo vincolo normativo.

La sessione catanese approfondisce risultati scientifici su varietà, qualità tecnologica e conservazione del seme. Le proposte riguardano protocolli di tracciabilità digitale e certificazioni di filiera per collegare campo, molino e pastificio. La trasparenza sui processi può facilitare l’accesso a filiere premium e a segmenti attenti alla salute e alla sostenibilità.

Rapporto con grande distribuzione e ristorazione

Tra i temi ricorrenti emerge la distribuzione: la Gdo impone volumi e standard che non sempre coincidono con le caratteristiche produttive locali. Per inserirsi stabilmente serve aggregazione produttiva e modelli contrattuali che tutelino prezzo e qualità. Parallelamente, la ristorazione rappresenta vetrina strategica per raccontare origine e processo produttivo al consumatore.

Gli organizzatori riservano spazio alla dimensione nutrizionale: studi e dibattiti esaminano la pasta nella dieta equilibrata e come leva per rilanciare consumo consapevole. Le attività di degustazione e gli show cooking servono a tradurre dati tecnici in percezione gustativa e identitaria, collegando scienza e mercato.

Le conclusioni pratiche attese dagli incontri sono misure misurabili: protocolli di qualità, progetti di filiera per l’export, strumenti di sostegno regionale e piani di comunicazione integrata. Se tradotte in iniziative concrete, queste misure possono incidere sul posizionamento competitivo della pasta siciliana nei prossimi anni.

Il programma

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