La stagione riproduttiva delle tartarughe marine comincia in Sicilia con quattro nidi censiti
Il mese di giugno segna l’avvio ufficiale della nidificazione della Caretta caretta sulle coste italiane, con la Sicilia a fare da baricentro all’espansione della specie. I primi quattro nidi individuati tra Lampedusa, Siracusa, Trapani e Ragusa confermano il trend di crescita del fenomeno, supportato dalle reti di monitoraggio scientifico.
I primi nidi nell’isola
La geografia delle deposizioni si concentra nella Sicilia meridionale e orientale. Dopo la prima segnalazione a Lampedusa, il 2 giugno sono stati individuati due nidi nel siracusano, rispettivamente a Marzamemi e a Pachino, censiti dalla biologa Oleana Prato dopo i rilievi dei volontari.
Un terzo sito è stato localizzato a Mazara del Vallo grazie alla segnalazione di un cittadino alla Capitaneria di Porto, che ha attivato i referenti del WWF. Un quarto nido è stato messo in sicurezza a Punta Braccetto, nel ragusano, mentre nell’Oasi di Torre Salsa sono state rilevate tracce di emersione senza deposizione.
Tecnologie contro il clima
Le attività di sorveglianza e messa in sicurezza rientrano nel progetto europeo LIFE ADAPTS, finalizzato a sviluppare strategie di adattamento al mutamento climaticico per la salvaguardia di specie vulnerabili quali la foca monaca e le tartarughe marine.
Le squadre sul campo impiegano tecnologie avanzate, tra cui l’analisi del DNA ambientale (eDNA), droni, fototrappole e telemetria satellitare. L’obiettivo scientifico si coniuga con la sensibilizzazione dei bagnanti e dei gestori dei lidi per ridurre l’impatto antropico.
Statistiche in netta crescita
I dati storici evidenziano un incremento costante delle nidificazioni. Tra il 2020 e il 2025 gli operatori hanno registrato 1.055 nidi tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con un’accelerazione negli ultimi tre anni. La quota principale appartiene alla Sicilia, che ospita 738 nidi, pari al 70% del totale nazionale.
Seguono la Calabria con 223 siti e l’arco ionico con 94. La passata stagione riproduttiva ha fatto segnare il picco storico con 338 nidi monitorati.
Allarme pulizia meccanica spiagge
L’aumento delle deposizioni coincide con il permanere di rischi legati alle attività umane sui litorali. In Calabria, specialmente nella provincia di Vibo Valentia, le associazioni ambientaliste segnalano il pericolo derivante dall’uso di mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge.
Questa pratica, diffusa anche in altre regioni, distrugge la vegetazione dunale e mette a rischio la sopravvivenza sia dei nidi di Caretta caretta sia di altre specie protette che nidificano sulla sabbia, come il fratino.
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