Terrà

Progetto con fondi Psr
Zucchina “sostenibile”, l’innovazione per consolidare il prodotto sul mercato

di Maria Scollo*

Proseguono le attività realizzate dal GO “Shelf life zucchina” (acronimo p.i.p.p.o.z) nell’ambito del progetto “Innovazioni di processo e di prodotto per una produzione sostenibile di zucchina”, finanziato ai sensi della sottomisura 16.1 del Psr Sicilia 2014/2020 – bando 2020. Il progetto di ricerca applicata, nato dal fabbisogno comune di alcune aziende site nel territorio della Sicilia sud-Orientale di migliorare la conservabilità della zucchina prodotta, mira principalmente a prolungare la vita di scaffale o shelf-life di un prodotto poco serbevole quale è la zucchina agendo su tutte le fasi della filiera, dal campo allo scaffale, dalla trasformazione del prodotto al reimpiego di scarti e residui.

Campo dimostrativo

Tra le innovazioni testate vi è la messa a punto di protocolli agronomici che mirano a incrementare il tenore in sostanza secca dei frutti, attraverso un più attento uso dei concimi minerali e dell’acqua di irrigazione, obiettivi realizzati anche attraverso l’uso di tecnologie informatiche per il monitoraggio di alcuni parametri per la gestione degli interventi colturali. L’innovazione prosegue anche nella fase del post-raccolta, dove la zucchina è stata sottoposta a trattamenti con ozono e confezionata con packaging innovativi.

È stata anche prevista la realizzazione di un prodotto disidratato in chips, attraverso trattamenti termici. L’introduzione di innovazioni di processo e di prodotto in grado di soddisfare alcuni particolari fabbisogni tecnici della coltivazione della zucchina in Sicilia, vuole altresì consolidare il prodotto sul mercato, obiettivo che si incastra con quello della sostenibilità ambientale. Grazie alle tecniche innovative trasferite dai ricercatori del dipartimento Di3A dell’università di Catania, sono stati ottenuti i primi interessanti risultati, i quali sono stati esposti in occasione del convegno che si è tenuto lo scorso 14 marzo a Ispica (Ragusa) nella suggestiva location di “Incavò”.

I 5 campi sperimentali

In questa sede alcuni dei soggetti coinvolti nel partenariato hanno illustrato le innovazioni introdotte ed esposto i vantaggi agronomici, ambientali ed economici risultanti dall’applicazione delle innovazioni proposte, inoltre, sono stati esposti i risultati preliminari delle prove effettuate. Nell’ambito del progetto, allo stato attuale sono stati realizzati 5 campi sperimentali presso i partner “Colle d’Oro Bio”, “Fonte Verde” e “Maltese G.”, dove sono state coltivate due varietà di zucchina applicando i protocolli agronomici messi a punto dall’Università, che ha previsto determinati livelli di concimazione e di irrigazione a partire dalle informazioni derivanti dalle analisi del terreno e dell’acqua di irrigazione.

I partner del progetto

Sono stati messi a confronto due livelli di concimazione (uno legato a pratiche tradizionalmente adottate dalle aziende e uno ottimale, basato sulle esigenze della coltura e sulla disponibilità di elementi nutritivi nel terreno) e due livelli di irrigazione (uno ottimale ed uno ridotto del 30%). Si è fatto ricorso all’utilizzo di capannine meteorologiche per verificare la disponibilità dell’acqua nel terreno e valutare il fabbisogno evapotraspirativo della coltura, così da determinare i volumi di adacquamento e il momento dell’intervento irriguo. Pur trattandosi ancora di risultati provvisori, si rivelano molto interessanti in quanto riguardo alle prove di concimazione si è riscontrato che un ridotto apporto di concimi non ha comportato diminuzioni di rese e ha invece migliorato talune caratteristiche qualitative dei frutti.

Riguardo al livello irriguo si può dire che riducendo del 30% gli adacquamenti si sono ottenute maggiori rese ed un incremento della sostanza secca, quindi frutti con una migliore shelf-life. Tali risultati sono comunque legati alle aziende dove sono state effettuate le prove, quindi località-dipendente. Non sono state riscontrate differenze significative tra le varietà testate. Ad oggi possiamo dire che una migliore razionalizzazione di queste due tecniche colturali può contribuire al miglioramento della shelf-life, al contenimento dei costi di produzione ed alla sostenibilità.

Altra prova che ha dato importanti risultati realizzata presso il partner “Fonte Verde”, riguarda il trattamento in post raccolta dei frutti con l’insufflaggio di ozono in fase di lavaggio per la sanitizzazione della zucchina, dove è stata riscontrata una notevole riduzione della carica microbica con conseguente miglioramento della stabilità del prodotto. Sono tutti dati che andranno ulteriormente consolidati a seguito delle altre prove che saranno realizzate nei prossimi mesi. Per conoscere i dettagli del progetto e seguire i futuri sviluppi è possibile seguire il sito web sheflifezucchina.com

*Agronomo, progettista e coordinatrice del progetto

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