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L’anima degli Iblei: viaggio a Stallaini, dove la terra si fa cultura

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Esistono luoghi che sembrano sospesi in una bolla temporale, dove il ronzio delle api e il profumo del timo selvatico sostituiscono il caos del traffico urbano. L’Agriturismo Stallaini è uno di questi rari avamposti. Situato strategicamente alle porte della Riserva Naturale di Cavagrande del Cassibile, l’azienda non è solo una struttura ricettiva, ma un manifesto vivente di quella “Sicilia dell’entroterra” che ha deciso di scommettere sulle proprie radici per guardare al futuro.

Un crocevia di storia e natura

La posizione di Stallaini è un invito all’esplorazione. Da qui, lo sguardo e il cammino spaziano tra i siti archeologici e naturalistici più iconici della Sicilia Orientale. A pochi chilometri si trova Palazzolo Acreide, scrigno di mosaici romani e tesori barocchi; poco più in là, Noto domina la valle con la sua pietra dorata. Eppure, è il silenzio della campagna iblea a fare da collante, collegando l’azienda alle riserve del Ciane, di Pantalica e di Vendicari, in un itinerario che intreccia acqua, roccia e storia millenaria.

La resistenza della biodiversità

Il cuore pulsante di Stallaini è la sua vocazione agricola multifunzionale. In un’epoca di omologazione alimentare, qui si pratica una vera e propria “resistenza botanica”. L’azienda coltiva esclusivamente specie autoctone, tutelando la biodiversità locale come un patrimonio sacro.

Varcando la soglia della tenuta, si viene investiti dai profumi di una macchia mediterranea intatta: la salvia triloba, il thymus e l’origanum majorana crescono spontanei, segnando il confine tra il selvatico e il coltivato. I vigneti ospitano vitigni storici come il Nero d’Avola, il Moscato di Noto e la Malvasia, mentre gli uliveti producono un olio extravergine che è pura spremuta di territorio. Un fiore all’occhiello è il campo sperimentale di conservazione del germoplasma, un progetto d’avanguardia (finanziato dal PSR Sicilia) che permette di recuperare frutti antichi, “tutelati” dall’estinzione e trasformati in confetture che racchiudono sapori dimenticati.

Nel ristorante dell’agriturismo, il concetto di “chilometro zero” non è un’etichetta di marketing, ma una pratica quotidiana. “Il passaggio dal campo alla tavola deve essere immediato e onesto” afferma la titolare Manuela Sarcià. La cucina rispetta rigorosamente le ricette originali, esaltando la genuinità delle materie prime: dalla pasta prodotta con farine di grani propri ai piatti insaporiti con le erbe raccolte al mattino. È un’esperienza sensoriale che restituisce dignità al lavoro agricolo, trasformandolo in nutrimento per il corpo e per lo spirito.

Più di un soggiorno: la fattoria esperienziale

Stallaini rompe la barriera tra ospite e ospitante attraverso la sua attività di Fattoria Didattica e Sociale. Accreditata dalla Regione Siciliana, l’azienda offre percorsi educativi che coinvolgono i visitatori in prima persona. Non si viene qui solo per dormire, ma per “fare”:

° Laboratori Agricoli: Partecipare attivamente alla vendemmia o alla raccolta delle olive, imparando a riconoscere il momento perfetto della maturazione.

° Cooking Class: Impastare la pasta fresca con le farine aziendali e scoprire i segreti della trasformazione dei prodotti, dalle marmellate fino alla creazione artigianale del sapone.

° Trekking Botanico: Passeggiate guidate da esperti per identificare le piante aromatiche e officinali che rendono unico questo angolo di Sicilia.

L’arte come concime: il Festival Lap-idèo

L’elemento che forse più stupisce è l’integrazione tra agricoltura e arte contemporanea. Dal 2014, l’agriturismo è la casa del Festival Lap-idèo. Nato come simposio di scultura, l’evento è cresciuto fino a diventare un appuntamento artistico a 360 gradi. Oggi, il giardino dell’azienda è costellato di sculture e opere permanenti, creando un dialogo suggestivo tra la pietra lavorata e la terra nuda. Gli ospiti possono cimentarsi in laboratori di scultura, pittura e fotografia, trovando nell’isolamento della campagna l’ispirazione necessaria per la creazione.

Fare Rete

L’impegno di Stallaini si estende anche alla cooperazione territoriale. L’adesione alla Misura 16.3 del PSR Sicilia testimonia la volontà di fare squadra con altri piccoli operatori per condividere risorse e migliorare l’accoglienza, inclusa la scelta di diventare una struttura pet-friendly.

“Confrontarsi con altri imprenditori è un’occasione di crescita,” conclude Manuela Sarcià. “Solo facendo rete possiamo dare la giusta visibilità e credibilità alle eccellenze siciliane”. In un mondo che corre, Stallaini invita a rallentare, offrendo un rifugio dove la qualità della vita si misura nel ritmo delle stagioni e nella profondità di un legame mai interrotto con la propria terra.

L’Agriturismo Stallaini

Contrada Stallaini Noto (Siracusa)

Mobile: +39 334 9898688|
 

 

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