Terrà

Imprenditori 10 & Lode
Rete InCampagna, la filiera corta del biologico per agricoltori e consumatori d’Europa

di Agata Imbrogiano

Andrea Valenziani e Justyna Podlaska sono due giovani imprenditori agricoli che con determinazione portano avanti i loro obiettivi con grinta e passione. Andrea, fisioterapista, e Justyna, filologa, hanno deciso di studiare sodo e cimentarsi nell’agricoltura di prossimità e nella filiera corta del biologico per garantire ai consumatori e agli agricoltori prodotti di qualità e ottimi servizi. E così decidono di avviare un progetto di ristrutturazione aziendale e di prendere in mano le redini dell’attività di famiglia messa in piedi negli anni Ottanta dai genitori di Andrea in un podere di oltre 15 ettari, dando vita a due realtà imprenditoriali. Nell’azienda agricola “Justyna Podlaska” da anni viene portato avanti un campo sperimentale di piante subtropicali (mango e avocado) mentre, l'”azienda agricola Valenziani” rappresenta il vero core business. Entrambe le imprese, commercializzano tutto il loro prodotto grazie al progetto “InCampagna”, che lo distribuisce in Europa attraverso filiere corte.

Andrea, subito dopo il conseguimento della laurea e alcune esperienze formative all’estero, rientra in Italia con una visione dell’agricoltura e del territorio imprenditoriale legata alla commercializzazione. Ed è da qui che nel 2008 nasce “rete InCampagna” che si pone come obiettivo il miglioramento del territorio tramite l’agricoltura, con la creazione di economie di scala volte all’incremento dell’impatto sociale ed ambientale di modelli produttivi virtuosi. “Sono un centinaio le aziende agricole siciliane coinvolte nell’offerta di ‘rete inCampagna’ – afferma Andrea Valenziani a Terrà -. I nostri clienti provengono da Italia, Lettonia, Olanda, Francia e Belgio ”.

Come spiega lo stesso imprenditore, non si tratta di un semplice servizio di vendita on line ma soprattutto di una gestione del lavoro che ha a che fare con realtà di dimensioni diverse e con peculiarità produttive disomogenee tra loro, sia sul piano stagionale che qualitativo. “Questo dà continuità, non solo all’offerta ma anche all’impegno lavorativo che generiamo collettivamente – aggiunge Andrea -. In un decennio siamo passati da 400 mila euro a circa 3 milioni di fatturato, i dipendenti sono cresciuti da 7 a quasi 50 operatori e operatrici”. Il nucleo originario di lavoratori che ha fatto crescere la struttura di ‘rete InCampagna’ proveniva dai più disparati ambiti lavorativi. “Questo – prosegue – ci ha imposto di imparare ciò che non sapevamo, il che, probabilmente ci ha permesso di uscire più facilmente da quegli schemi mentali e quelle consuetudini che tradizionalmente affossano il nostro comparto. In questo senso è stato il gruppo di lavoro a rendersi protagonista. Chi ha colto un’opportunità nella visione di questo progetto è diventato presto una risorsa creativa”.

Grazie ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale (Psr), Andrea e Justyna hanno avviato il processo di miglioramento fondiario. In pratica, fanno del piano di eradicazione del Citrus Tristeza Virus (CTV) un’occasione per uscire dalla monocoltura agrumicola al fine di diversificare la produzione aziendale puntando su tre capisaldi produttivi che sono la continuità, la sostenibilità e l’innovazione. E questo avviene tramite le seguenti colture:

Agrumi IGP che per incrementarne il valore e ridurre i rischi di fitopatologie puntano alla differenziazione delle cultivar (più di dieci varietà differenti, su svariati portainnesti);

Ulivi, coltura tradizionale dal basso fabbisogno idrico rispetto agli agrumi, la cui raccolta va a coprire un periodo lavorativamente “fiacco” e il cui prodotto può essere stoccato e facilmente venduto nei mesi successivi;

– Subtropicali (mango ed avocado) che hanno un fabbisogno idrico simile a quello degli agrumi, dall’elevatissimo potenziale commerciale, sebbene potenzialmente più “rischiosi” in quanto “nuova” produzione nel nostro territorio.

Inoltre, in azienda si tende a ottimizzare le risorse idriche tramite interventi mirati a:

ridurre il consumo (come i sistemi di microirrigazione a goccia)

aumentare l’efficienza (automazione e monitoraggio elettronico dello stress idrico)

e aumentare l’autonomia (creazione di un bacino di accumulo e una rete di raccolta delle acque piovane).

Sull’annosa questione della cooperazione che a oggi ancora in Sicilia non decolla, risultando un’ulteriore zavorra per lo sviluppo, Andrea la pensa così. “Tradizionalmente nell’Isola i progetti cooperativi erano caratterizzati dall’obbligo di conferimento e una distribuzione dei rischi non sempre trasparente – evidenzia l’imprenditore – e questo ha contribuito a creare grande sfiducia nell’aggregazione. Per questo noi ci siamo proposti con un sistema di offerta molto elastico e personalizzato, diamo la possibilità al produttore di scegliere e variare l’assortimento, in base a quantità e qualità prodotte, nella misura desiderata. In questo modo è possibile offrire anche microproduzioni, sia di prodotto fresco che trasformato, senza andare in overbooking”.

Andrea e Justyna, infine, hanno avviato un progetto educativo, inserendo la loro azienda nella rete regionale delle fattorie didattiche con attività quotidiane destinate all’infanzia. Il progetto coinvolge attualmente tre educatrici e rappresenta una scelta importante maturata durante la pandemia, e questo li ha portati a voler destinare sempre più parte degli spazi agrituristici a progetti sociali indirizzati agli abitanti del territorio.

Azienda agricola Valenziani – Contrada San Lio sn – Carlentini (Siracusa) – M. 333 9816561 (Andrea Valenziani) – agriturismopietredigelo@gmail.comfratellivalenziani@gmail.com

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