Terrà

Imprenditori 10 & Lode
Nelle Madonie, si insediano nuovi giovani imprenditori. L’azienda zootecnica Dinolfo si “rigenera”

Gli ultimi anni hanno segnato indissolubilmente quest’epoca. Non dimenticheremo facilmente il 2020 e gli anni a seguire solo perché dovevano essere il traguardo di una promessa, di un impegno determinante per il futuro sostenibile del mondo (+20% di energia rinnovabile, -20% di CO2, -20% di utilizzo di energia primaria), ma anche per la pandemia da Covid-19. Scene premonitrici di un fantafuturo quanto più reale e imprevedibile. E proprio in questo particolare periodo, nasce l’azienda agricola Dinolfo ssa. Più che una nascita è una rinascita nel senso che nuova linfa vitale irrora i vasi floematici dell’azienda, come l’entrata di giovani leve nella gestione economica-finanziaria.

Il momento, come osava dire un comico diversi anni fa è catarchico. Si innesta in un momento in cui non vi sono aiuti particolari per questi giovani insediati ma loro ci credono, hanno deciso di mettersi in gioco. E’ una scelta che loro già conoscono e a cui non vogliono rinunciare. Martino Rabbeni senior e Martino Rabbeni junior con determinazione hanno scelto di continuare a fare gli agricoltori-allevatori. Di non tentare la sorte al nord Italia o all’estero e nemmeno di cambiare lavoro e prospettiva di vita. L’occasione si presenta quando Cataldo Dinolfo, titolare di una azienda zootecnica, con un consistente allevamento ovino e connessa attività di trasformazione del latte, nel territorio di Gangi, cerca nuovi compagni di viaggio considerato che l’attività di produzione, trasformazione e commercializzazione assorbono tutto il suo tempo e le sue forze, a cui si aggiunge la difficoltà di trovare manodopera salariale.

L’azienda ha usufruito in un primo momento dei fondi del Por Sicilia 2000-2006 e successivamente di quelli del Psr Sicilia 2007-2013. E ora pensa alle risorse della nuova Pac

Tutto nasce negli anni ’90, quando Dinolfo si insedia nell’azienda di famiglia dedita all’allevamento di vacche di razza Bruna. Dopo pochi anni dall’insediamento sceglie di convertire l’allevamento bovino in allevamento ovi-caprino con l’acquisto di un nucleo di capre “Camosciata delle Alpi “, razza alloctona ma resistente al clima temperato-freddo delle zone interne. Usufruendo dei fondi del Por Sicilia 2000-2006 realizza tutte le strutture aziendali (ovile, sala mungitura a 24 poste, caseificio, fienile ecc.). Successivamente, con la pubblicazione del bando della misura 121 Psr Sicilia 2007-2013 entra in graduatoria utile e, nel 2009, acquista nuove macchine e attrezzature sia per l’attività agricola sia per l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti.

Dinolfo è un imprenditore agricolo che ha posto negli anni una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale operando delle scelte quali: l’adozione del metodo biologico fin dal 2000 e l’installazione di pannelli fotovoltaici. La passione innata per il latte e il formaggio porta l’azienda dopo qualche anno a specializzarsi nella produzione di formaggio pecorino e pertanto a concentrarsi solo sull’allevamento di ovini di razza “Valle del Belice”, una razza molto generosa e adattabile. Il connubio della belicina con i pascoli naturali madoniti e con i prati di sulla dà il massimo dell’espressione nel pecorino “bio” che l’azienda commercializza anche attraverso i canali della grande distribuzione. I prodotti si collocano soprattutto fuori la Sicilia, valicando anche le Alpi. Il mercato tedesco, soprattutto, apprezza vivamente quel pecorino primo sale forte e deciso.

Siamo alle soglie del 2021. La stanchezza fisica si fa sentire. Sarebbe il momento di creare una joint-venture con giovani per fronteggiare le sfide del domani. L’occasione si presenta quando Cataldo conosce 2 giovanissimi del territorio, due cugini, Martino Rabbeni Sr. e Martino Rabbeni Jr. e decidono di intraprendere assieme l’attività agricola. Questi giovani hanno bisogno di incoraggiamento e di sostegno per le scelte che andranno a fare; hanno e avranno necessità di fare nuovi investimenti, di operare scelte imprenditoriali in linea con il mercato e con i cambiamenti di gusto e costume per essere sempre competitivi. Martino Sr. e Martino Jr. non hanno paura del domani, sono giovani e grintosi e guardano con fiducia alla futura programmazione della nuova Pac 2023-2027 e al nuovo Psr che la Sicilia metterà in campo con la volontà di partecipare ai bandi coerenti alle loro scelte.

Per il momento lavorano fianco a fianco tutti i giorni dell’anno. D’altronde, non c’è tregua in un’azienda zootecnica. La mattina, a Calmeni, il sole sorge prestissimo e ogni alba è diversa da quella del giorno prima. Alle 5 è già un crepitare di suoni, di belati, del rumore tamburellante della mungitrice meccanica. Finito il rito della mungitura a cui partecipano le pecore in lattazione vi è la divisione dei compiti, Martino Sr. si occupa della gestione del gregge: dare da mangiare alle pecore che hanno da poco partorito, a quelle gravide e in asciutta va aperta la porta del recinto e accompagnate per andare al pascolamento.
A Martino Jr. invece, tocca la nobile arte del casaro. Si parte dal riscaldamento del latte e alla buttata del caglio. Nell’attesa del rassodamento della cagliata si ha il tempo di togliere dalla salamoia le forme del giorno prima. Dopo i fatidici 40 minuti si fa il taglio della cagliata a cui succede la spurgatura nei tavolieri, infine la tuma viene posta nelle fiscelle.

Dopo l’affioramento della ricotta di pecora “bio” ecco il momento della scotta con il siero ricco di fermenti lattici. E questo è il momento della gestazione della caseina. Ancora qualche giorno in salamoia ed ecco il nuovo nato il pecorino bio dell’azienda Dinolfo ssa.

Azienda agricola Adinolfo c.da Calmeni Gangi (Palermo) – Facebook

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