Terrà

Irrigazione
Diga Pietrarossa ultimo atto, dopo oltre 30 anni l’invaso vede la luce. Altri 45 milioni di metri cubi d’acqua

Completamento della diga Pietrarossa di Ramacca, atto finale di un’eterna incompiuta iniziata nel 1990 e mai entrata in funzione. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso del suo mandato ha certamente impresso una forte accelerazione alla definizione di tutti gli iter amministrativi, indispensabili all’avvio dei lavori. Il progetto esecutivo è ormai giunto alle battute finali, entro dicembre dovrebbe ricevere l’approvazione definitiva. Un passaggio fondamentale questo, peraltro supportato dall’ulteriore beneficio dell’incremento di altre somme. Al finanziamento già erogato di 60 milioni di euro, nell’ambito dei fondi del Patto per il Sud, sono stati posti sul piatto della bilancia altri 8 milioni e 900 mila euro. Fondi economici indispensabili, ai fini della stabilizzazione dell’area, la messa in sicurezza e le opere accessorie.

E non è tutto poiché è stata integrata la somma di un milione e 300 mila euro, indispensabili all’ammodernamento della Sp 103, un’arteria stradale di collegamento che funge come strada di penetrazione agricola. Ciò allo scopo di migliorare l’accesso all’infrastruttura e accrescere le capacità logistiche di un percorso che, nei suoi circa 5 Km, dovrà essere reso funzionale sotto l’aspetto della viabilità. In quest’ultimo caso c’è un altro adempimento da compiere che, in realtà, è un atto dovuto. Ossia la concessione di una variante urbanistica da parte dei Comuni di Ramacca e Mineo del Catanese e di Aidone nell’Ennese. Musumeci ha intanto incrementato le interlocuzioni con il commissario straordinario per la realizzazione dei lavori di completamento della diga di Pietrarossa, Ornella Segnalini, già dirigente del ministero dell’Infrastrutture e dei Trasporti, che è stata designata dal Governo nazionale per il completamento della diga di Pietrarossa.

Un’opera prioritaria sia per avere sbloccato i fondi di una diga dimenticata e realizzata al 90% sia per fare fronte alla siccità

Questi, dunque, tutti gli adempimenti da compiere e, indirettamente, la descrizione dello stato di espletamento degli iter, indispensabili all’emanazione del bando di gara previsto agli inizi del 2023 ed entro la fine dell’anno l’eterna incompiuta dovrebbe essere definitivamente realizzata. Adesso il timone passa al Dipartimento Acque e rifiuti della Regione Siciliana. Sarà questa amministrazione, attraverso l’approvazione del progetto e il relativo bando, a portare, entro la fine dell’anno prossimo, il completamento dell’invaso Pietrarosssa. Parliamo di un’opera prioritaria, sia per avere sbloccato i fondi economici di un’opera dimenticata e realizzata al 90 per cento, sia per fare fronte alle emergenze ambientali riconducibili alla siccità. Il completamento della diga, che disporrebbe di una capacità di 45 milioni di metri cubi d’acqua, servirebbe a implementare le irrigazioni stagionali. L’invaso è subordinato alla diga Sturzo che, allo stato attuale, dispone di appena 19 milioni di metri cubi, a fronte di una capacità massima di invasamento di 110 milioni.

A riprova di ciò bisogna fare presto, anche per soddisfare le legittime attese degli operatori agricoli di un vasto comprensorio irriguo, subordinato ai Consorzi di bonifica di Catania e Caltagirone. Il Pietrarossa diventerebbe un’opera strategica e complementare alla vicina Diga Sturzo. E per restare in tema di interventi nel comparto irriguo, su iniziativa dei Consorzi di bonifica, sono stati ultimati i lavori, finanziati dalla Protezione civile, riconducibili a danni alluvionali. Più precisamente 150 mila euro per la sistemazione di una galleria ricadente nei pressi della Stazione di Raddusa e, a monte della medesima galleria, altra sistemazione. Sempre coi fondi della Protezione civile sono stati finanziati, infine, altri due interventi di 200 mila euro ciascuno, ai fini della pulizia del fiume Dittaino, i cui lavori saranno avviati a giorni.

Polizzi Gianfranco e Giovanni Sutera (Servizio 9 IPA Catania)

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