Aveva 76 anni
Carlo Petrini, addio al fondatore di Slow Food e alla sua idea di cibo giusto
Carlo Petrini è morto nella tarda serata di ieri nella sua abitazione di Bra, in provincia di Cuneo. Aveva 76 anni. La notizia è stata diffusa da Slow Food, l’organizzazione fondata nel 1986. Per decenni è stato conosciuto come “Carlin”. Il diminutivo, di origine familiare, è rimasto associato alla sua figura pubblica. Slow Food lo ricorda come promotore di una visione centrata su cibo, ambiente e relazioni sociali. “Chi semina utopia, raccoglie realtà”, ripeteva. La formula sintetizzava l’idea di un progetto culturale tradotto in organizzazione e rete internazionale.
Origine del movimento
Slow Food nasce alla fine degli anni Ottanta come reazione alla standardizzazione alimentare. Petrini ne sviluppa l’impianto iniziale e ne guida l’espansione oltre l’ambito gastronomico. Il principio guida è sintetizzato nei tre aggettivi “buono, pulito e giusto”. L’obiettivo dichiarato è la difesa della biodiversità e delle economie locali. “Siamo schiavi di un modello che non funziona”, affermava in relazione a sprechi e squilibri nella distribuzione del cibo. Il movimento si struttura nel tempo in una rete che include Terra Madre, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e iniziative internazionali legate alle comunità produttive.
Rete e influenza internazionale
Le Langhe restano il punto di origine della sua attività. Il territorio diventa progressivamente uno dei riferimenti del modello promosso da Slow Food. Petrini sostiene un rapporto diretto tra agricoltura e ambientalismo. La sua posizione critica riguarda la concentrazione industriale del settore alimentare e la perdita di diversità produttiva. Nel corso degli anni il progetto si estende a livello globale, con la creazione di reti tra produttori, studiosi e comunità locali. Il suo nome resta legato alla trasformazione del cibo in tema culturale e politico, oltre la dimensione strettamente economica.
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