Terrà

Ismea: biologico cresce in Italia ma primi segni di calo consumi. Complice, perdita di acquisto delle famiglie

Il biologico in Italia prosegue la sua crescita in termini di superfici investite e numero di operatori coinvolti, ma mostra i primi segnali di cedimento dei consumi, riflesso della perdita di potere d’acquisto delle famiglie, aggravata dalla forte spinta inflazionistica degli ultimi mesi. L’Italia si è finalmente dotata di una legge nazionale sull`agricoltura biologica, destinando cospicue risorse al settore nella programmazione 2023-2027 della nuova Pac, ma è evidente come il mutato quadro di riferimento, in cui dapprima la pandemia, poi la guerra e ora anche le siccità insistono senza soluzione di continuità, ponga più di un interrogativo sul futuro del comparto.

E’ quanto emerso oggi a Roma nel corso del convegno organizzato da Ismea “Appuntamento con il bio: l`agricoltura biologica del futuro” alla presenza del sottosegretario alle Politiche Agricole Francesco Battistoni. Sul fronte della spesa alimentare di prodotti biologici, nel 2021, si è registrata per la prima volta una riduzione degli acquisti di alimenti e bevande bio, e anche le prime indicazioni sull’anno in corso non lasciano ben sperare. Dopo l’ottima performance del 2020 (+9,5%), sostenuta da una maggiore propensione delle famiglie italiane all’acquisto di alimenti genuini e salutari e dal confinamento domiciliare indotto dal lockdown, lo scorso anno il valore della spesa si è infatti contratto del 4,6%, portandosi a 3,38 miliardi di euro, anche se è rimasta invariata l’incidenza del bio sul totale degli acquisti agroalimentari (3,9%).

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