Terrà

I dati del comparto
Florovivaismo siciliano, risorsa per l’economia: “Anticipiamo le produzioni grazie al clima”

di Dario Cataldo*

Non solo bellezze naturali, paesaggi incontaminati e spiagge dorate bagnate da acque cristalline. La Sicilia è anche terra di fiori e di colori, grazie al suo clima mite e alla sua fertilità. Lo dimostrano i dati sul florovivaismo, che collocano il settore tra quelli strategici dell’Isola, sia per produzione che per valori occupazionali. Secondo l’ultimo report dell’ISTAT, nel 2022 la produzione florovivaistica siciliana ha raggiunto un valore di 400 milioni di euro, con un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Inoltre, con circa 20 mila addetti ai lavori – diretti e indiretti – non è da meno il contributo che il comparto fornisce all’economia nostrana. Se a questo si aggiunge che la Sicilia è la prima regione italiana per produzione di piante da fiore e da foglia da recidere, con una quota di mercato del 20% e la seconda per produzione di piante ornamentali in vaso, con una quota di mercato del 15%, abbiamo la misura di un settore in espansione.

La Sicilia è la prima regione italiana per produzione di piante da fiore e da foglia da recidere, con una quota di mercato del 20% e la seconda per produzione di piante ornamentali in vaso, con una quota di mercato del 15%

Un settore che nonostante la crisi economica, sta investendo in nuove tecnologie e in una maggiore integrazione con i mercati internazionali. Basti pensare che solo nel 2022, l’export di prodotti florovivaistici siciliani ha raggiunto un valore di 100 milioni di euro, con un incremento del 5% rispetto al 2021. Il settore è caratterizzato da una forte componente artigianale, che è importante preservare e valorizzare. Lo abbiamo chiesto a Giuseppe La Francesca, agronomo e ideatore del vivaio Agriplantech, un’azienda siracusana all’avanguardia che produce e commercializza piante, distinguendosi in particolare per la produzione di prato, e piante mediterranee. L’azienda, fra tradizione e innovazione si estende per 5 ettari, di cui 23 mila metri quadrati coperti da serre.

Dott. La Francesca, quali sono le opportunità di crescita e di diversificazione che il settore florovivaistico siciliano può sfruttare, considerando le sue peculiarità climatiche, territoriali e culturali?

“Dal punto di vista climatico la Sicilia ha la peculiarità che riesce ad anticipare le produzioni ed arrivare con le primizie sul mercato, quando ancora la scarsità di offerta permette di avere un prezzo di mercato ideale. Strategia da sfruttare per diversificare il prodotto e distinguersi sul mercato. Inoltre, la Sicilia ha diverse zone e territori vocati alla produzione di varie tipologie di piante e fiori (agrumi, olivi, alberature, cespuglieria, piante fiorite ecc…) con aziende di eccellenza che producono prodotti elevati qualitativamente e che hanno delle tradizioni e conoscenze che si integrano con la cultura del territorio in cui insistono. Ciò permette di avere molte opportunità di crescita aziendale e diversificazione dei prodotti, che in altri paesi e territori non sarebbero in grado di produrre, dovute proprio alle peculiarità climatiche territoriali e culturali, tipiche della Sicilia”.

Giuseppe La Francesca
Giuseppe La Francesca

Quali sono invece le principali sfide che il settore florovivaistico siciliano deve affrontare in termini di competitività, innovazione e sostenibilità?

“Per essere competitivi la prima sfida da affrontare è il prezzo di mercato. Purtroppo il settore florovivaistico siciliano è penalizzato dagli elevati costi di trasporto dovuti soprattutto alla scarsità di infrastrutture adeguate, che incidono pesantemente, soprattutto in questo periodo, sui costi di produzione. Altro problema è l’aumento dei costi delle materie prime da importare (vasi, terricci ecc..), energia e carburanti dovuti anche alle situazioni contingenti, che incidono, anch’essi sui costi di produzione. Relativamente all’innovazione, sicuramente il settore deve rinnovare e migliorare i sistemi produttivi, investendo in macchine e attrezzature di nuova concezione, come impianti serricoli moderni, linee di lavorazione automatizzate, deve investire in tecnologia e automazione per abbattere i costi di produzione. Relativamente alla sostenibilità i due temi principali sono il risparmio idrico ed energetico. Quindi investire in impianti di irrigazione più moderni e quindi più efficaci ed efficienti, inoltre l’utilizzo di impianti fotovoltaici che in Sicilia hanno la loro massima efficienza. Tutte queste tipologie di investimento, permettono sicuramente di abbattere i costi di produzione ed essere competitivi sul mercato”.

Come si rapporta il settore florovivaistico siciliano con il mercato nazionale e internazionale e quali sono le principali strategie di promozione e di esportazione dei prodotti florovivaistici siciliani?

“Le peculiarità climatiche, territoriali e culturali permettono al settore florovivaistico siciliano di avere dei prodotti di eccellenza però la frammentazione aziendale non permette a tutte le aziende di aumentare il proprio mercato di riferimento sia nazionale che internazionale. Per tale ragione si dovrebbe creare un’aggregazione di aziende che mettono insieme i loro prodotti per fare massa critica ed aggredire meglio i diversi mercati nazionali ed esteri. Si dovrebbe incentivare la creazione di O.P. (Organizzazione di Produttori) anche nel settore Florovivaistico, così come viene fatto nel settore ortofrutticolo. La nascita di aggregazioni di produttori florovivaistici, in parte è stato promosso dalla Regione Sicilia con il PIF Florovivaistico che sta permettendo l’aggregazione di diverse aziende per promuovere e esportare i propri prodotti”.

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