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Nuovi mercati
Diplomazia del gusto, Sammartino: “La qualità siciliana è pronta a conquistare i Balcani”

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Per le aziende agroalimentari siciliane si aprono nuovi e promettenti mercati: venti imprese dell’Isola hanno inaugurato questa settimana a Sarajevo una rotta commerciale strategica verso l’Est Europa, puntando a consolidare la presenza delle produzioni d’eccellenza nei canali distributivi della penisola balcanica. Un’operazione che segna un passo avanti nella proiezione internazionale del settore e nella diversificazione delle esportazioni regionali.

La missione, battezzata “Sicilia a Sarajevo 2026 – Diplomazia del gusto e filiere agroalimentari”, nasce dalla collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia in Bosnia-Erzegovina e la Regione Siciliana. Una delegazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura affianca le imprese nel matchmaking con i buyer locali, valorizzando il richiamo identitario della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale.

I protagonisti: vino, olio, cereali e conserve ittiche

Il paniere presentato a Sarajevo racchiude i comparti cardine dell’economia agroalimentare siciliana: vitivinicolo, olivicolo, cerealicolo e industria conserviera ittica. La delegazione, guidata dal dirigente Ignazio Mannino (nella foto, durante la presentazione dell’iniziativa), ha coordinato i tavoli tecnici con gli operatori balcanici, in un contesto in cui la Bosnia-Erzegovina rappresenta un hub logistico verso un mercato interno in rapida crescita.

Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Luca Sammartino

La domanda di prodotti certificati nell’Europa sud-orientale registra infatti incrementi costanti, con margini di profitto più elevati rispetto ai mercati dell’Europa occidentale, ormai saturi. L’ambasciatrice italiana Elisabetta Castellani assicura la copertura istituzionale necessaria per agevolare gli accordi commerciali e superare le barriere doganali che ostacolano le aziende extra-UE.

Per la Regione Siciliana, l’area balcanica è una priorità geopolitica ed economica. L’obiettivo è ampliare i flussi di esportazione delle piccole e medie imprese, ridurre l’intermediazione e aumentare la redditività delle produzioni certificate dell’Isola. “Questa missione è stata un’importante occasione per accompagnare le imprese siciliane verso nuovi mercati e rafforzare la presenza internazionale delle nostre produzioni”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. “La Bosnia-Erzegovina – ha aggiunto – è una porta d’accesso privilegiata all’intera area balcanica, un mercato in crescita che offre prospettive significative. Ringraziamo l’Ambasciata d’Italia per la collaborazione che ha reso possibile questa iniziativa”.

Accordi con i buyer: vino, olio e prodotti ittici nei canali HoReCa e GDO

Le sessioni di promozione puntano a inserire vini, oli extravergini e trasformati della pesca sia nella distribuzione organizzata sia nel circuito alberghiero e della ristorazione di Sarajevo. Un approccio che consente un contatto diretto tra produttori e terminali di vendita, riducendo le distanze commerciali. “Abbiamo portato le eccellenze siciliane perché i mercati di quest’area apprezzano la qualità della nostra terra”, ha spiegato Mannino. “Ringraziamo le istituzioni bosniache e l’Ambasciata d’Italia per aver sostenuto questo percorso di promozione dell’identità produttiva siciliana”.

I prossimi sviluppi prevedono la definizione di accordi di filiera per stabilizzare i volumi di vendita e proteggere i marchi siciliani dalle contraffazioni. Non sono ancora stati diffusi i dettagli sulle stime finanziarie dei contratti in negoziazione, ma la missione segna un punto di svolta nella strategia di internazionalizzazione dell’agroalimentare siciliano.

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