Terrà

TuttoFood 2026, a Milano l’evento che ridisegna le regole dell’agroalimentare

Condividi:

L’agroalimentare torna sulla scena internazionale grazie a TuttoFood 2026. La manifestazione che aprirà i battenti a Fiera Milano, Rho, dall’11 al 14 maggio, ha l’ambizione tra la più grande piattaforma B2B dell’agroalimentare dell’Europa meridionale e, quest’anno, qualcosa di più: un manifesto internazionale del cibo, come recita senza modestia il sottotitolo dell’edizione.

Cinquemila espositori confermati, oltre centomila visitatori professionali attesi, quattromila buyer internazionali, duecento convegni distribuiti nelle arene tematiche disseminate lungo i dieci padiglioni del quartiere espositivo. Numeri attraverso i quali il mercato manda un chiaro segnale: dopo anni di incertezze, il settore alimentare ha voglia di incontrarsi, trattare, scoprire.

Il Giappone porta novanta buyer

La notizia più significativa di questa vigilia arriva dall’Oriente. Novanta buyer giapponesi, in rappresentanza di alcune delle principali aziende del settore agroalimentare del paese, hanno confermato la loro presenza a Milano. Il Giappone è uno dei mercati di sbocco più ambiti per il Made in Italy alimentare, un paese dove la cultura del cibo di qualità è radicata quanto – e forse più – che in Italia stessa.

Non è l’unica apertura internazionale di questa edizione. L’area MENA – Middle East e Nord Africa – cresce di un ulteriore dieci per cento rispetto al 2025, con il debutto di Egitto e Arabia Saudita tra i paesi rappresentati. Un mercato, quello del Golfo e del Mediterraneo meridionale, che guarda all’export agroalimentare italiano con un appetito crescente, favorito da una domanda interna in espansione e da un interesse strutturale per i prodotti di qualità certificata.

Duecento convegni e premi internazionali

TuttoFood non è solo fiera di prodotti: è ormai un festival del pensiero agroalimentare. Il programma convegni 2026 conta duecento appuntamenti su temi che spaziano dalle filiere ai nuovi modelli di consumo, dall’ESG all’innovazione nel retail e nell’Horeca. Le arene tematiche trasformano i padiglioni in luoghi di dibattito permanente, dove un buyer di Dubai può ascoltare un panel sulla sostenibilità della filiera della pasta e un distributore svizzero può confrontarsi con un produttore pugliese di olio extravergine.

Tra i premi internazionali che scandiscono i quattro giorni spiccano il Great Taste in Italy – che porta in Europa uno dei riconoscimenti più prestigiosi del mercato anglosassone – il Better Future Award per l’innovazione sostenibile, il Private Label Excellence Award per la distribuzione e il Pizza DOC International Vision Award, omaggio alla terza ambasciatrice del Made in Italy nel mondo dopo la moda e il design.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Vuoi ricevere gli aggiornamenti di Terrà per email?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Condividi:
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com