Terrà

Il progetto
Tecniche agronomiche dell’uva, nasce “V-lab” per rilancio produzione vitivinicola siciliana

di Marianna La Barbera

Un osservatorio sulle tecniche agronomiche dell’uva, finalizzato a innalzare lo standard qualitativo della produzione e rendere ancora più attrattivo nello scenario internazionale il brand “made in Sicily”. Nasce all’insegna di questi obiettivi “V-lab”, il nuovo hub siciliano che punta a fare rete, condividendo know how sul settore vitivinicolo. Protagonisti assoluti i vini siciliani, che racchiudono la storia e le tradizioni dei territori. L’osservatorio è stato realizzato dalla cooperativa vitivinicola “Colomba Bianca”, una delle realtà più importanti del panorama enoico siciliano. Fondata nel 1970, la cooperativa – la più grande dell’isola – si estende sul territorio di Trapani con 6.800 ettari di vigneti e annovera 2.480 soci. “Colomba Bianca” vanta vigneti anche nelle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Ragusa, ubicati in aree che beneficiano di una vasta diversità pedoclimatica, dalla costa sino a un’altitudine di 600 metri sul livello del mare.

“V-lab” sarà inaugurato giovedì 26 maggio in occasione della presentazione della decima edizione del manuale “Le uve raccontano”, in programma alle 18 negli spazi di “Juparanà” in piazza Francesco Pizzo 11 a Marsala (Trapani). Un progetto che racconta dieci anni di analisi e ricerca dedicati all’intera filiera vitivinicola siciliana, attraverso un approfondito studio del territorio. Si tratta di un archivio prezioso, una vera e propria memoria storica che mette in risalto trend climatici e produttivi che connotano le differenti annate nelle aree di riferimento. I dati contenuti nella pubblicazione “Le uve raccontano” saranno disponibili sul sito colombabianca.com. Proprio in occasione dell’avvio di “V-lab”, sul sito è stato attivato uno sportello digitale per agevolare tutti coloro che vorranno confrontarsi con i tecnici della cooperativa. Tra i beneficiari del nuovo osservatorio privilegiato sotto il profilo progettuale e istituzionale, figura anche l’assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana, congiuntamente agli Enti e alle realtà imprenditoriali interessate a creare percorsi qualificati.

Un ampio ventaglio di indicazioni che spaziano dagli areali più vocati per la coltivazione di uva nera fino all’attuazione di una viticoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente

Grazie ai dati raccolti, sarà possibile estrapolare informazioni utili per i produttori. Un ampio ventaglio di indicazioni che spaziano dagli areali più vocati per la coltivazione di uva nera fino all’attuazione di una viticoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Passando attraverso la produzione di vini bianchi e spumanti e le curve di maturazione per programmare i periodi di vendemmia. Sarà dunque agevole ottenere informazioni per applicare le tecniche agronomiche più appropriate finalizzate alla stabilità produttiva dei vigneti, attraverso un vero e proprio centro digitale. Nel momento storico in atto si avverte fortemente la necessità di promuovere il “made in Sicily”. “Vogliamo lanciare – spiega Dino Taschetta, presidente della cooperativa “Colomba Bianca”- un’attività di interazione e dialogo tra tutti gli attori della filiera”. Un cambio di passo, se si pensa che, ad oggi, il focus della cooperativa – una realtà che ogni anno conferisce cinquecentomila quintali di uva in settemila ettari di vigneti, di cui duemila in regime di agricoltura biologica – è stato centrato soprattutto sul territorio di Trapani.

“L’obiettivo futuro – preannuncia Taschetta – è estendere lo stesso meticoloso lavoro a livello regionale”. In sostanza, per dirla con Filippo Paladino, vicepresidente di “Colomba Bianca”, “vogliamo mettere a disposizione della Regione Siciliana, degli imprenditori del territorio e di tutti i cittadini, il know-how che abbiamo, condividendo dati e informazioni che, negli anni, hanno contribuito ad aumentare il valore del nostro lavoro”. Un progetto corale, realizzato con il coinvolgimento di agronomi, esperti e di un Gruppo Tecnico Viticolo, che ha elaborato un vero e proprio piano di difesa fitosanitaria e controllo agronomico delle uve, anche in considerazione del crescente numero di agricoltori che scelgono la produzione biologica. Un nuovo, importante strumento per veicolare nel mondo la qualità dell’uva e dei vini isolani.

Marianna La Barbera

Giornalista professionista, Marianna La Barbera, alla fine degli anni Novanta, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia e con alcune emittenti televisive quali TGS e TRM. Negli stessi anni, scrive per alcuni quotidiani e periodici come "Sicilia Tempo", "Centonove" e la rivista "Palermo", quest’ultima organo di informazione dell'allora Provincia Regionale. Attualmente, cura l'informazione per una sigla sindacale ed è responsabile di alcuni 'uffici stampa per enti pubblici e privati. Inoltre, ha diretto periodici, prevalentemente economici, quali "APMI News" organo ufficiale dell'Associazione Piccole e Medie Imprese.

Marianna La Barbera

Giornalista professionista, Marianna La Barbera, alla fine degli anni Novanta, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia e con alcune emittenti televisive quali TGS e TRM. Negli stessi anni, scrive per alcuni quotidiani e periodici come "Sicilia Tempo", "Centonove" e la rivista "Palermo", quest’ultima organo di informazione dell'allora Provincia Regionale. Attualmente, cura l'informazione per una sigla sindacale ed è responsabile di alcuni 'uffici stampa per enti pubblici e privati. Inoltre, ha diretto periodici, prevalentemente economici, quali "APMI News" organo ufficiale dell'Associazione Piccole e Medie Imprese.

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