Terrà

Produzioni Dop, Igp e Bio contro le minacce fitosanitarie e cambiamento climatico

Per le nuove sfide del mercato, contro le minacce fitosanitarie dietro l’angolo e il cambiamento climatico diventa non più rinviabile puntare sulle produzioni certificate, sull’aggregazione fra imprese e su una rete di sistema, con i diversi attori della filiera e delle istituzioni. Di questo e di altro si è discusso nel corso dell’incontro che si è tenuto ad Avola, dal titolo “L’importanza dell’aggregazione certificata e delle azioni di sistema nel confronto con i mercati”, organizzato dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, con il supporto del Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp, nell’ambito del progetto DOP e IGP, finanziato dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.  

“È indubbio che ci siano dei vantaggi nello stare insieme, il Distretto svolge vari ruoli, da quindici anni, tra questi la valorizzazione degli agrumi di qualità IGP, DOP e BIO per garantire al consumatore  la provenienza dei nostri agrumi, per creare un brand Sicilia, in cui però la partecipazione attiva delle imprese è fondamentale non solo nella fase di produzione ma anche di certificazione e partecipazione alla vita e supporto dei Consorzi di Tutela in maniera tale da differenziare le nostre produzioni da quelle delle altri parti del mondo”, ha esordito Federica Argentati, la presidente del Distretto. “Dobbiamo fare i conti con questioni che possono essere affrontate solo stando insieme”, ha proseguito Alessandra Campisi, presidente del Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp”, “a cominciare da malattie già note, come il Malsecco”, ha aggiunto Renato Maugeri, presidente Consorzio di tutela del Limone dell’Etna IGP.

“Cento e più anni di presenza del Malsecco nei territori – ha spiegato Alessandra Gentile, professore ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree Di3A- UniCt – ci ha consentito di accumulare una grande esperienza rispetto al passato e grazie a tecniche di miglioramento genetico oggi ci sono maggiori strumenti, ed altre possibilità al fine di individuare geni di resistenza e popolazioni segreganti. Ma lavoriamo anche sulle minacce come l’HLB Huanglongbing o citrus Greening, una fitopatia ancora non presente ma potenzialmente devastante per l’agrumicoltura, in quanto ancora non abbiamo individuato fattori di resistenza e la malattia è trasmessa da insetti vettori, che purtroppo sono già presenti in Spagna, Portogallo, Israele”. Sempre la prof. Gentile ha annunciato che il prossimo Congresso Internazionale di Agrumicoltura si svolgerà a Catania nel 2028 in quanto l’Italia è riuscita a vincere la competizione contro Israele, riportando l’evento, in Sicilia dopo 36 anni. “Su questo l’Università degli Studi, il Crea ed il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia certamente potranno collaborare nel coinvolgimento di tutti gli attori principali della nostra agrumicoltura”.

“Non importa quanto grandi siano le imprese – ha sottolineato Salvatore Giardina, produttore e operatore commerciale Gruppo F.lli Giardina – l’agricoltura deve creare valore e deve restituire valore, per fare questo è necessario prendere in considerazione i nuovi parametri che utilizza il consumatore: sostenibilità, etica, nutraceutica che devono legarsi al territorio. Per questo sono nati i Consorzi di tutela e i Distretti, che svolgono questa opera di valorizzazione, che ha bisogno di una massa critica che ci aiuta a fare poi le adeguate politiche commerciali”. “Diventa un valore anche la possibilità di sapere incidere nelle scelte politiche delle istituzioni”, ha aggiunto la giovane imprenditrice agricola e presidente BioSikelia, Chiara Lo Bianco, che ha introdotto il tema dei giovani in agricoltura che possono fare la differenza, su cui è necessario investire perché creano Know how.

Sono cinque le produzioni DOP e IGP, oltre ad una produzione biologica di tutto rispetto, che caratterizzano la produzione agrumicola di eccellenza siciliana. Un paniere composto dall’”Arancia Rossa di Sicilia Igp”, la Dop ’”Arancia di Ribera, dalle Igp “Limone Interdonato di Messina”, “Limone dell’Etna” ed “Limone di Siracusa”.

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