Terrà

I risultati del webinar
La canapa come modello di economia circolare. E ora è tempo di una filiera agro-industriale

La canapa come modello di economia circolare, è questo il tema del webinar che ha visto oltre 160 partecipanti. I lavori, introdotti da Nino Sutera, dell’Osservatorio Neorurale, sono stati moderati da Paolo Rapisarda, ex dirigente del Centro di ricerca olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea). Tra gli interventi, quello di Giancarlo Cravotto che ha presentato la sua relazione “C’è canapa e … canapa”. Il docente del Dip. di Scienza e Tecnologia del Farmaco (UNITO) ed esperto di sostanze naturali e nuove tecnologie ha illustrato la ricerca applicata quale elemento di congiunzione tra mondo agricolo e mondo industriale. Nel suo intervento ha parlato di ricerca e innovazione, illustrando diverse soluzioni tecniche per l’isolamento e la valorizzazione dei vari prodotti e sottoprodotti della canapa e la loro caratterizzazione.

Ogni parte della pianta ha infatti vari ambiti applicativi come la fibra in bioedilizia, tessile e bioplastiche, la frazione volatile terpenica come aromatizzante oppure i semi nel settore alimentare e cosmetico. Durante l’intervento Cravotto ha chiarito le normative inerenti all’utilizzo della Cannabis sativa L. per fini industriali, precisando quanto sia importante costruire una filiera e descrivendone sinteticamente gli aspetti e le fasi necessarie per arrivare a tale obiettivo: innovazione, piano colturale, meccanizzazione, trasformazione. Ha indicato anche la necessità di adottare dei Disciplinari di lavorazione e produzione precisando che, inevitabilmente, passano dal miglioramento genetico tali da riuscire a garantire alti standard di qualità del prodotto semilavorato e trasformato.

Massimo Montanari, primo tecnologo presso il Crea, s’è soffermato sul tema “miglioramento genetico e selezione”, portandoci nel mondo della creazione e dello studio genetico della canapa. Montanari ci ha rimarcato che la canapa industriale è una coltura insita nella tradizione agricola italiana, ed è stata per secoli coltivata esclusivamente per l’uso tessile della fibra. Il declino di tale coltura è iniziato con all’avvento del cotone e delle fibre sintetiche. Ad oggi invece si è mostrato sempre più interesse, a livello internazionale, per le colture multifunzionali a basso impatto ambientale. In Italia inoltre la riscoperta di vecchie colture e dei loro prodotti ha inaugurato un periodo di rinnovato interesse anche per questa pianta, che dura tuttora pur fra molte carenze normative e difficoltà di attivazione di filiere agro-industriali remunerative basate su canapa prodotta in Italia.

Montanari: un problema attuale sempre più allarmante è la carenza di seme di canapa, frutto di vari fattori

Montanari ha anche sottolineato un problema attuale sempre più allarmante: la carenza di seme. Tale carenza è frutto di vari fattori: carenze normative nel settore della canapa industriale, una richiesta di mercato per nulla costante negli anni, la scarsa predisposizione delle società vincitrici dei bandi di gara alla riproduzione, la concorrenza di seme estero, prevalentemente di origine francese, attualmente con varietà maggiormente performanti per la filiera seme. Per alcune varietà, inoltre, le aggiudicazioni sono avvenute solo di recente (maggio 2022). Ad oggi la filiera maggiormente indicata per le varietà dioiche italiane sembra essere quella della fibra e delle biomasse in genere che però attualmente fatica a decollare. Di certo, per Montanari, c’è la necessità dell’esposizione degli attori imprenditoriali nella produzione e commercializzazione dei materiali genetici presenti e futuri.

Tra gli interventi, anche quello di Davide Blandina. Il presidente dei Giovani imprenditori Sicindustria Messina, ha acceso i riflettori sui processi di innovazione di cui l’industria ha oggi grande bisogno per dimostrare la volontà concreta di partecipare al cambiamento favorendo la transizione ecologica e il raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030. “Collaborare e partecipare alla costruzione di una filiera agro-industriale, basata sullo scambio di conoscenze, competenze e innovazione tra mondo scientifico, mondo agricolo e mondo industriale è di fondamentale importanza per garantire un reale cambiamento – ha detto Blandina -. Compito e interesse dell’industria è quello di favorire questi processi partecipando ad ogni fase e ad ogni tavolo di lavoro, mettendo a disposizione il proprio know how e la propria capacità organizzativa, strutturale ed applicativa, soprattutto nelle fasi di prototipazione, pre-industrializzazione e valorizzazione”.

Salvatore Zappalà, Ceo della MillaSensi, la prima società agricola start up innovativa e benefit d’Italia, intende promuovere e partecipare alla costruzione di una Filiera agro-industriale della Canapa, partendo dalla Sicilia, adottando un approccio che sia in linea con quanto previsto e indicato dal modello AKIS e di quanto stabilito dal Piano di sostenibilità, prevedendo una serie integrata di azioni (condivise con tutti gli stakeholder) da implementare per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, monitorando e misurando i risultati (dal punto di vista del contenuto e dal punto di vista temporale). “Siamo giunti a un punto in cui siamo in possesso di tutte le motivazioni (sociali, ambientali ed economiche) e del know-how adeguato per far fronte alle criticità legate allo sviluppo di una filiera agro-industriale della canapa -ha affermato Zappalà – dal piano colturale sino alla trasformazione e valorizzazione dei derivati, senza trascurare alcune delle esternalità positive legate alla coltivazione della canapa, come quello dell’assorbimento del carbonio che se ben programmato può diventare ulteriore fonte di reddito per i coltivatori e per l’intera filiera”.

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