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Made in Sicily
Slow Food salva l’oliva del Siracusano e otto varietà di grano siciliano

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La Sicilia arricchisce il patrimonio agroalimentare italiano con due nuovi Presìdi Slow Food che chiudono il 2025. Protagonisti sono l’oliva Zaituna, varietà antichissima del Siracusano, e i grani Gentili di Sicilia, popolazioni di frumento tenero coltivate da secoli nell’isola. Due eccellenze che rappresentano la cultura mediterranea e rischiano di scomparire senza un progetto di tutela e valorizzazione. L’iniziativa punta a sostenere i produttori locali e a far conoscere ai consumatori la qualità e la storia di questi prodotti unici.

L’oliva Zaituna, conosciuta localmente anche come siracusana, è una cultivar di dimensioni notevoli, dalla caratteristica forma a cuore. Cresce sulle colline che dominano il golfo di Siracusa, fino a quattrocento metri di altitudine. Da questa oliva si estrae un olio extravergine di qualità superiore, particolarmente ricco di polifenoli, sostanze benefiche per la salute. La varietà era diffusissima nella zona fino agli anni Novanta, quando una serie di devastanti incendi, protrattisi per oltre un decennio, ha distrutto gran parte degli oliveti. Oggi la Zaituna rischia l’estinzione.

Il Presidio Slow Food nasce proprio per invertire questa tendenza. L’obiettivo è promuovere l’olio extravergine da monocultivar, cioè ottenuto esclusivamente da olive Zaituna, invece di utilizzarlo soltanto in miscela con altre varietà. Per ora hanno aderito al progetto due olivicoltori, ma si spera che altri produttori della zona si uniscano nei prossimi mesi. La scommessa è far riscoprire ai consumatori un olio dal profilo organolettico unico, legato indissolubilmente al territorio siracusano.

I grani Gentili di Sicilia, tesoro di biodiversità agricola

Il secondo Presidio riguarda i grani Gentili di Sicilia, un insieme variegato di popolazioni di frumento tenero selezionate nei secoli dagli agricoltori isolani. Ogni popolazione ha caratteristiche proprie: si chiamano Maiorca, Maiorca di Pollina, Cuccitta, Romano, Maiorcone, Pilusedda, Tiraditto, Rosia. Nomi che raccontano storie di comunità, di adattamenti al clima e al suolo, di saperi tramandati di generazione in generazione. Rappresentano una fetta importante della biodiversità agricola siciliana, un patrimonio che rischia di andare perduto se non tutelato adeguatamente.

La Stazione di Granicoltura di Caltagirone ha fornito il supporto scientifico necessario alla nascita del Presidio, mappando e studiando queste popolazioni di grani. Il progetto mira a facilitare l’arrivo sul mercato di farine e sfarinati ottenuti dai grani Gentili, prodotti versatili che si prestano a molteplici utilizzi in cucina: pane, pizza, pasta fresca, dolci. Oggi questi prodotti faticano a raggiungere il consumatore finale, schiacciati dalla concorrenza delle varietà industriali. Il Presidio vuole creare un ponte tra produttore e consumatore.

Etichetta narrante e filiera trasparente per i consumatori

Grazie all’Etichetta Narrante, i produttori potranno raccontare l’intera filiera produttiva, dalla semina alla trasformazione. Il consumatore avrà accesso a informazioni dettagliate sull’origine del prodotto, sulle tecniche di coltivazione, sulla storia dei grani utilizzati. Trasparenza e tracciabilità diventano strumenti di valorizzazione e di educazione alimentare. Il Presidio permette di etichettare e commercializzare la biodiversità, trasformando una ricchezza agronomica in un valore economico per i territori.

Il disciplinare di produzione adottato dai produttori è rigoroso. Il seme deve provenire esclusivamente da autoproduzione aziendale o dallo scambio interno tra i membri della rete, garantendo purezza e continuità delle popolazioni. Vengono individuati campi di conservazione isolati, coltivati con popolazioni rappresentative destinate alla produzione di sementi. In campo è vietata qualsiasi concimazione chimica di sintesi. Si privilegiano le pratiche agronomiche tradizionali, basate sui princìpi dell’agroecologia: rotazioni colturali, sovesci, lavorazioni rispettose del suolo.

Una scommessa sul futuro dell’agricoltura siciliana

I due nuovi Presìdi Slow Food rappresentano una scommessa sul futuro dell’agricoltura siciliana. Tutelare l’oliva Zaituna e i grani Gentili significa preservare saperi antichi, biodiversità, paesaggi. Significa offrire ai produttori strumenti concreti per valorizzare il proprio lavoro e ai consumatori la possibilità di scegliere prodotti di qualità, con una storia da raccontare. La sfida è ora coinvolgere più produttori e far conoscere questi tesori del Mediterraneo anche fuori dai confini regionali.

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