Obiettivo Psr raggiunto
Enogastronomia, la Sicilia seconda meta d’Italia. Sammartino: “E ora puntiamo sull’enoturismo”
La Sicilia si presenta al Vinitaly con il piglio di chi vuole riposizionarsi, non solo promuoversi. Al padiglione regionale di Verona, il vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Luca Sammartino ha tracciato un bilancio della programmazione rurale degli ultimi anni e ha indicato nell’enoturismo la traiettoria di sviluppo su cui la Regione intende insistere. Al suo fianco, l’assessore ai Beni Culturali e Identità Siciliana Francesco Paolo Scarpinato, a rimarcare che la scommessa non è solo economica ma identitaria.
Il confronto, moderato dal direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci nell’ambito del panel promosso dalla Regione nel Padiglione 2, ha offerto a Sammartino l’occasione per rivendicare un risultato concreto sulla spesa europea: il 99,92% delle risorse del Programma di Sviluppo Rurale è stato utilizzato. Un dato che, nella storia recente della programmazione comunitaria in Sicilia, rappresenta un’eccezione rispetto alla cronicità dei fondi non spesi.
Seconda in Italia, prima nella domanda internazionale
I numeri diffusi durante l’evento fotografano un posizionamento consolidato. La Sicilia risulta seconda destinazione enogastronomica nazionale dopo la Toscana e registra livelli di interesse superiori al 60% tra i turisti francesi e statunitensi. Sono i mercati più maturi per il turismo del vino, e l’isola – grazie alle denominazioni dell’Etna, ai vigneti del Trapanese, alle grandi aree vitivinicole costiere – vi compare con una presenza crescente.
“Il turismo esperienziale focalizzato sulla scoperta del vino, della specificità del suo territorio e della cultura locale sta attirando migliaia di visitatori”, ha detto Sammartino, usando la formula del turismo esperienziale non come etichetta di marketing ma come categoria strategica. L’idea è quella di un visitatore che non si limita alla cantina ma attraversa il paesaggio, conosce la storia, mangia locale: un profilo di spesa alto, stagionalità distribuita, impatto economico diffuso.
La sinergia tra agricoltura e cultura
Il contributo di Scarpinato ha aggiunto la seconda gamba del modello. L’assessorato ai Beni Culturali è coinvolto nella costruzione di itinerari che integrino patrimonio storico-artistico e offerta enogastronomica, nella logica degli “itinerari culturali del gusto” evocati durante il panel. È un’impostazione che guarda a esperienze già consolidate in Francia o in Spagna, dove il binomio vino-cultura funziona come elemento di differenziazione rispetto a destinazioni concorrenti.
La coerenza istituzionale tra i due assessorati – Agricoltura e Beni Culturali che si presentano insieme allo stesso tavolo – è, in questo senso, già un segnale. La Sicilia non manda a Vinitaly solo i produttori: manda la politica, con un messaggio di sistema.
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