Terrà

L'Europa divisa
I colori e le lettere che mettono a rischio i nostri prodotti d’eccellenza

In Europa da tempo il dibattito è concentrato sull’opportunità di adottare il Nutri-score, un sistema che esprime attraverso colori e lettere il giudizio sulla qualità nutrizionale degli alimenti. Ma diverse restano ancora le falle che caratterizzano questo modello di etichettatura. Il rischio concreto è quello di favorire i prodotti ultraprocessati, frutto della manipolazione a discapito, invece, delle eccellenze della Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Ma proviamo a capirne di più. Negli ultimi tempi sentiamo spesso parlare di Nutri-score, ma di cosa si tratta? E soprattutto, è un buon sistema di etichettatura dei prodotti alimentari?

L’Europa è da tempo divisa da un importante dibattito per la scelta del sistema di etichettatura nutrizionale supplementare FOP (front of pack, in italiano fronte pacco) da applicare sul fronte delle confezioni dei prodotti alimentari. Nello specifico, il sistema di etichettatura Nutri-score – elaborato nel 2017 in Francia e ancora in fase di sperimentazione – è al centro del dibattito, in quanto ritenuto un sistema di etichettatura controverso. Infatti, il Nutri-score se da un lato si pone l’obiettivo di informare il consumatore nella scelta dei prodotti da comprare e mangiare, dall’altro ne limita e condiziona la sua libertà di acquisto, assegnando un punteggio (score) sulla base di un calcolo troppo approssimativo.
Il Paper, dunque, pur sottolineando l’importanza di introdurre un’etichettatura nutrizionale che informi il consumatore, evidenzia il fatto che il Nutri-score non sia ancora un sistema pronto per essere utilizzato e ne rimarca i suoi limiti e rischi.

Il primo e più significativo limite del Nutri-score è che il sistema trascura il concetto di porzione e basa il suo calcolo su una porzione standard di 100 grammi, senza tener conto di quanto effettivamente viene consumato di quel prodotto, creando confusione e disinformazione. Il Nutri-score, ad esempio, considera i grassi come tutti uguali e il sistema tiene conto di un portafoglio di componenti molto ridotto. Il rischio è quello di premiare i prodotti con meno qualità nutrizionali e con più additivi chimici. Non a caso, il Paper si sofferma sul rischio del Nutri-score di incentivare il consumo di prodotti ultra-trasformati, visto che non considera le trasformazioni subite dagli alimenti. Il Paper fa riferimento al sistema Nova – che classifica i prodotti in base al loro grado di processazione – sottolineando il risultato paradossale che emerge dal calcolo del Nutri-score: i cibi ultra-processati vengono premiati maggiormente (con lettere come A e B) rispetto a quelli naturali.

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