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Living Lab delle Aci: scolaresche nelle Terme di SantaVenera

Dopo l’inaugurazione, lo scorso 15 settembre, dei nuovi locali siti in Via San Giovanni Nepomuceno, proseguono le molteplici attività legate al nuovo Living Lab delle Aci. I nuovi locali del centro storico, che ospitano la terza stampante 3D più grande del Meridione, si inseriscono grazie al Gal Terre di Aci a completamento del primo Living Lab, laboratorio multimediale per la valorizzazione partecipata del patrimonio culturale, materiale e immateriale del territorio delle Aci, realizzato dal Comune di Acireale nel 2017 nei locali del palazzo del Turismo. L’ampliamento dei locali dell’ex scuola San Giovanni Nepomuceno consente di ospitare un open lab con stampanti 3d di ultima generazione, un laboratorio multimediale di modellazione 3d e realtà aumentata per la valorizzazione dei beni culturali, un community lab per la realizzazione di eventi tematici.

Nel progetto sono inclusi i laboratori rivolti alle scuole e iniziati il 29 settembre coordinati grazie alla collaborazione della Fondazione Città del Fanciullo, ma anche grazie all’ente Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci per quanto concerne il patrimonio immateriale dell’Opera dei Pupi. Le attività hanno trovato un primo significativo approdo nella giornata del 6 ottobre, che ha visto gli studenti di quinta elementare della scuola San Giovanni XXIII in visita e impegnati in laboratori archeologici alle terme di Santa Venera al Pozzo, accompagnati da Giulia Falco, per conto dell’ente Parco citato, componente del Comitato scientifico del Living Lab delle Aci.

Quello di Santa Venera dal Pozzo è uno dei siti coinvolti nel progetto Living Lab il cui obiettivo, come si legge nell’avviso pubblico, è “accrescere la partecipazione attiva delle popolazione per la rinascita culturale delle Aci”. Alla base dell’impegno con gli studenti, il rispetto del principio del bene comune da percepire quale ricchezza e alla cui conservazione e valorizzazione i cittadini devono contribuire in prima persona. Oltre a rivolgersi alle scuole elementari, medie e superiori, il progetto si estende anche alle parrocchie e alle associazioni giovanili tramite seminari, visite guidate e concorsi a premi che hanno per oggetto la valorizzazione culturale del territorio. Nell’ambito dei laboratori citati per il progetto, oltre al “Laboratorio della memoria”, sono previsti il “Laboratorio di strada” e il “Laboratorio di pittura del carretto siciliano”.

A raccontare la storia del sito alla scolaresca sono stati i giovani archeologi appartenenti all’Associazione culturale Stoà Sicula, nata nel 2019 con sede ad Acireale. Al termine della passeggiata nel parco, i bambini sono stati coinvolti in un laboratorio didattico archeologico in cui ognuno ha realizzato il proprio manufatto in terracotta con matrici ricavate da originali di età grecoromana da portare a casa come ricordo. I ragazzi hanno così avuto la possibilità di toccare letteralmente con mano la storia e di modellarla metaforicamente alla Luce del presente. Ospite e al contempo “padrona di casa”, la sindaca di Aci Catena e consigliera del GAL Terre di Aci, Margherita Ferro. “Grazie al lavoro svolto dal GAL Terre di Aci e dei partner, stiamo trasmettendo queste radici alle giovanissime generazioni attraverso il coinvolgimento di scolaresche – afferma Ferro -. Ci troviamo in un sito archeologico di rilevante importanza che appartiene territorialmente al comune di Aci Catena ma il cui valore storico deve essere condiviso con i territori limitrofi e quelli molto più lontani”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA





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