Terrà

Ereditata dagli arabi e tramandata fino alle nostre tavole, ecco la pasta con sarde

di Alessia Maranzano

Secondo alcuni studiosi, le origini storiche della pasta con le sarde risalgono ai tempi della campagna militare condotta dagli arabi vicino a Siracusa all’inizio del IX secolo, grazie alla ricetta inventata da un cuoco arabo del generale Eufemio da Messina. Altri, però, sostengono che il fatto sarebbe accaduto nei pressi di Mazara del Vallo. Le truppe da sfamare erano numerose, pochi gli ingredienti a disposizione. Il cuoco, così, usò la sua vena creativa, unendo i sapori del mare, le sarde, e della terra, il finocchietto selvatico e i pinoli, creando un primo prelibato. Questo piatto è ancora oggi il primo “mare-monti” della storia, in grado di unire i sapori del mare e della terra.

La sarda è un pesce azzurro, diffuso nel Mar Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle acciughe. Si pesca soprattutto da marzo a settembre. Per preparare la pasta con le sarde, è importante che queste siano fresche, nettate e sfilettate eliminando la testa, la coda e la lisca, lavate e asciugate tra due panni puliti. Il finocchietto selvatico cresce spontaneamente nei campi e si utilizzano le parti più tenere e la tipica barba, le sottili foglie dal tipico colore verde intenso. Esistono diverse varianti della pasta con le sarde. La versione palermitana è “in bianco”, senza aggiunta di sugo di pomodoro; quella agrigentina, invece, prevede l’utilizzo del concentrato di pomodoro. La ricetta della pasta con le sarde alla trappitara è, invece, gelosamente custodita da famiglie marinare di Trappeto, in provincia di Palermo.

La ricetta

Cucinare il finocchietto in abbondante acqua salata per venti minuti circa. Scolarli e tritarli. Tenere da parte l’acqua di cottura dei finocchietti. In un tegame, scottare le sarde in olio extravergine d’oliva per un minuto circa per lato, scolarle e metterle da parte. Nello stesso tegame, soffriggere le cipolle tritate e unire il finocchietto, le sarde, l’uva passa, i pinoli, sale e pepe. Cuocere a fuoco basso, mescolando, per amalgamare la salsa. Dopo circa venti minuti, unire le acciughe dissalate a pezzettini. Cuocere ancora per 15 minuti, sempre mescolando. Nel frattempo, cucinare la pasta nell’acqua di cottura del finocchietto. Scolarla al dente e unirla al condimento. Lasciare riposare per qualche minuto prima di servire. Nel piatto, aggiungere una spolverata di pangrattato precedentemente tostato.

Dosi per 3/4 persone
– 500 g di sarde fresche
– 500 g di spaghetto grosso
– 500 g di finocchietto selvatico
– 3 acciughe sotto sale
– 2 cipolle
– uva passa
– pinoli
– pangrattato
– olio
– sale e pepe

Alessia Maranzano

Vinificata in purezza nel 1988 e affinata sotto il sole di Palermo, ha come filosofia di vita “Il bicchiere è sempre mezzo pieno”. La comunicazione e il marketing sono il suo lavoro, il vino la sua passione più grande. Dopo essersi laureata in Comunicazione d’impresa, ha conseguito il Master di II livello in ‘Manager delle aziende del settore vitivinicolo’ presso UniPa e un Master specialistico in ‘Hospitality & wine experience’. E’ anche sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier e ha ottenuto la certificazione WSET Level 2 Award in Wines. Infine, è socio delll’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli di Unione Italiana Vini.

Alessia Maranzano

Vinificata in purezza nel 1988 e affinata sotto il sole di Palermo, ha come filosofia di vita “Il bicchiere è sempre mezzo pieno”. La comunicazione e il marketing sono il suo lavoro, il vino la sua passione più grande. Dopo essersi laureata in Comunicazione d’impresa, ha conseguito il Master di II livello in ‘Manager delle aziende del settore vitivinicolo’ presso UniPa e un Master specialistico in ‘Hospitality & wine experience’. E’ anche sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier e ha ottenuto la certificazione WSET Level 2 Award in Wines. Infine, è socio delll’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli di Unione Italiana Vini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA





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