Terrà

Ricette, tradizioni e territorio: “La tavola è festa” di Anna Martano

di Nino Sutera

Anna Martano, critica gastronomica, Custode dell’Identità Territoriale della Libera Università Rurale dei Saperi&Sapori, dopo aver raccontato la storia di Sicilia attraverso il cibo nel suo precedente volume, “Il diamante nel piatto – Storia golosa della Sicilia in 100 ricette e cunti”, in questo nuovo lavoro, “La tavola è festa Cibo, riti e ricette di Sicilia”, narra la ritualità gastronomica legata alle principali festività. “Una panoramica sufficiente a stimolare la curiosità e il desiderio di scoprire o ritrovare quelle consuetudini alimentari che sono ritualità, sapienza, famiglia e radici – dice l’autrice -. Che sono anche territorio e, soprattutto, memoria. E quindi identità”. La prefazione del nuovo libro è curata da Catena Fiorello, che lo presenta così. “Non abbiamo fatto altro che stare in cucina, guardare mia madre preparare pietanze e annusare gli odori che si sprigionavano dai fornelli. Sì, proprio così. Questa è stata la mia infanzia e la mia giovinezza. E non solo mia. Un lungo viaggio dentro la magia del cibo”.

Vi starete chiedendo – prosegue nella prefazione la Fiorello -: e dormire? Giocare? Studiare? Andare a passeggio per le vie del paese? Anche. Ma erano tutte attività parallele, e mai interessanti come quella di mettersi a tavola e aspettare che dentro al piatto scivolasse la ricetta del giorno. Mia madre è stata una cuoca eccezionale. Come tutte le mamme del mondo. A dire il vero anche mio padre si prodigava per preparare specialità tutte sue, rinnovate da un tocco personale. Per esempio, era sua l’insuperabile ricetta da ‘cipuddrata’ in agrodolce, come accompagnamento per un piatto di pesce spada freschissimo alla griglia; e sempre sua la ricetta rivisitata delle melanzane bollite alla mentuccia. Di quei momenti ho perfetta memoria. E non perché sia accaduto chissà che, quanto per l’atmosfera che si creava in cucina quando sperimentavano la fantasia di nostro padre ai fornelli. Mamma era una garanzia, lui una novità risaputa. Il cibo ha fatto e continua a fare questo: perpetuare storie di famiglia che non si perderanno mai. Ecco il motivo per cui ogni libro che narra di tradizioni culinarie e feste a esse associate, andrebbe accolto e celebrato con un certo riguardo. Un rinnovamento necessario, per sentirsi partecipi di culti che ci hanno trasformati in ciò che siamo. Dentro a ogni pietanza scivolano esperienze vissute da altri, che continueremo a perpetuare con l’ostinazione di chi ha a cuore i tempi degli avi. Il passato a tavola diventa futuro. Non dimenticatelo, e pregate i vostri figli di fare lo stesso. Solo così niente sarà dimenticato. Un libro da leggere e raccontare, affinché si possa tramandare l’identità storica, culturale ed enogastronomia dei nostri territori, e dell’antica tradizione contadina, e perché no, provando a riprodurre le tante prelibatezze descritti con grande passione e cura”, conclude Catena Fiorello.

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