Terrà

Unità geografiche aggiuntive
Quattro areali omogenei per la rinascita del Marsala Doc: il Consorzio firma la svolta

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Il Consorzio di Tutela del Marsala DOC ha approvato l’istituzione delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), avviando formalmente l’iter di riconoscimento presso le istituzioni regionali, nazionali ed europee.

La riforma, basata su uno studio scientifico multifattoriale, suddivide il territorio in quattro areali omogenei per valorizzare le diversità pedoclimatiche e rilanciare la competitività globale del vino.

La svolta della filiera

La delibera, ratificata dall’assemblea annuale dei soci erga omnes, rappresenta una transizione strutturale per la storica denominazione siciliana. Il percorso burocratico coinvolgerà la Regione Siciliana, il ministero dell’Agricoltura e la Commissione europea con l’obiettivo di inserire ufficialmente le sottozone nel disciplinare di produzione.

L’intervento, condiviso in modo compatto da viticoltori, cantine e imbottigliatori, chiude il bilancio del triennio consortile e ridefinisce i parametri competitivi di un vino cruciale per l’economia agroalimentare del Mediterraneo.

L’introduzione di una classificazione parcellare mira a superare la percezione di un prodotto monolitico, certificando l’origine e l’eterogeneità produttiva delle vigne.

Secondo il presidente del Consorzio, Benedetto Renda, la ratifica apre una nuova prospettiva commerciale necessaria per ampliare gli spazi di consumo, intercettare pubblici giovanili e inserire il Marsala nei linguaggi contemporanei della mixology mondiale.

La mappatura scientifica del territorio

L’architettura della nuova zonazione poggia su uno studio tecnico-scientifico sviluppato dalla società Panagri, che ha tradotto una conoscenza storicamente implicita in dati oggettivi, empirici e misurabili.

Attraverso un’analisi multifattoriale che incrocia la georeferenziazione dei vigneti, i rilievi climatici, i campionamenti pedologici e i profili orografici, il territorio è stato suddiviso in quattro areali omogenei denominati Stagnone, Altopiano dei Bagli, Triglia e San Nicola. Carlo Alberto Panont ha precisato che la genesi delle UGA deriva da una lettura reale del territorio, volta a mettere in stretta relazione l’altitudine, l’esposizione, la ventosità e lo sviluppo biologico della vite.

Questa mappatura intende valorizzare le differenze microclamatice come elementi distintivi e non replicabili. L’operazione sposta il baricentro strategico sul vigneto e sul paesaggio agricolo, fornendo uno strumento operativo per strutturare il valore economico della denominazione nel lungo periodo.

Mercati ed enoturismo del futuro

Il cambio di paradigma evidenziato dal direttore Roberto Magnisi restituisce al vino la sua dimensione comunitaria e agraria, con implicazioni dirette sul piano dell’enoturismo. Definire gli areali significa codificare la destinazione, generare esperienza e strutturare relazioni commerciali stabili. Il fattore temporale, legato ai lunghi affinamenti in cantina, cessa di essere un elemento statico per tramutarsi in una leva di sviluppo attivo.

A margine della riforma, l’assemblea ha provveduto al rinnovo della governance per il triennio 2026-2029. I soci hanno confermato all’unanimità il Consiglio di amministrazione uscente, garantendo continuità amministrativa alla fase di transizione. L’organismo di vertice rimarrà composto da Benedetto Renda, Roberto Magnisi, Orazio Lombardo, Francesco Intorcia e Giuseppe Figlioli. Al consiglio spetterà l’esecuzione del piano strategico e la gestione del confronto con gli organi regolatori comunitari.

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