Terrà

Imprenditori 10 & Lode
Dall’abbigliamento al mango “sartoriale”, quando un frutto cambia la vita. La storia di Enzo Amata

Si può cambiare vita solo partendo dall’assaggio di un frutto? Secondo quanto è successo a Vincenzo Amata, assolutamente sì. Enzo lavorava da oltre 30 anni nell’abbigliamento quando nel 2000 assaggia per la prima volta un mango siciliano, rimanendone folgorato per la complessità e la piacevolezza del gusto. L’assaggio gli illumina la mente e, visto che possedeva in provincia di Messina 7 ettari di agrumeto (limoni e pompelmi) che necessitavano di essere rinnovati, nel 2011 decide di mettere a coltura le prime 400 piante di mango della varietà Kensington Pride.

La Mango House

Nasce così Papamango, dal nome della contrada, marchio dell’Azienda agricola Bianco Rosalia, moglie di Enzo. Grazie ad un consulente di cui si è avvalso per imparare le tecniche colturali, Amata successivamente trapianta altre 600 piante della stessa cultivar per raggiungere l’obiettivo produttivo di almeno 200 q.li/anno al fine di poter fornire i clienti con quantità significative. Nel frattempo, aumentata la passione e la conoscenza, decide di impiantare anche altre cultivar di mango quali: Kent, Sensation, Maya e Keitt. E così oggi vanta una superficie di 4 ettari coltivati e una produzione di 300 q.li/anno. Amata decide di adottare per la coltivazione dei suoi manghi il sistema “integrato” che gli consente di utilizzare la tecnica della fertirrigazione e, in caso di attacco parassitario, può effettuare trattamenti con prodotti chimici a bassa carenza (che permangono all’interno della pianta per poco tempo) solo quando indispensabile. I frutti ottenuti a “residuo zero” vengono quindi commercializzati così come sono raccolti.

Le cultivar
Kent, con un frutto dal peso di circa 600 gr, molto profumato e di colore giallo-verde, con sfumature rosse in fase di maturazione
Keitt, con frutti che superano abbondantemente i 600 grammi
Sensation, di colore violaceo
Kensington Pride, di origine australiana, molto resistente alle avversità climatiche
Maya, cultivar israeliana, che presenta un frutto rosso con sfumature tendenti all’arancio
Gleen, di colore giallo intenso/oro, molto raffinata, non presenta fibre nella polpa
Osteen, che è al primo anno di coltivazione

Grazie alla diversificazione varietale – spiega Amata – riusciamo ad ampliare il calendario di produzione in modo da coprire la stagione fino a tutto ottobre ed oltre. Tutto dipende sempre anche dalle condizioni meteo. Certo, a Sant’Agata di Militello (Messina) abbiamo condizioni pedoclimatiche incredibili rispetto agli altri areali di produzione, e ciò ci consente migliori condizioni di maturazione dei nostri frutti. Quest’anno, la qualità alla raccolta del nostro prodotto è assimilabile a quella dei Paesi esotici, con il triplice grande vantaggio di avere un prodotto a filiera corta, coltivato già in Europa, sicuro dal punto di vista fitosanitario, oltre che sostenibile dal punto di vista ambientale”.

Papamango ha aderito al progetto “INNOMAM” finanziato con la sottomisura 16.1 del PSR Sicilia 2014-2020

La voglia sempre più crescente di sperimentare nuove coltivazioni, accompagnata dal cambiamento climatico, sta portando sul mercato prodotti che fino a poco tempo fa potevano essere solo importati dai paesi subtropicali e che invece oggi possono vantare del marchio “made in Italy”. Dall’avocado al mango, passando per l’annona e il frutto della passione, il segmento di mercato dei frutti tropicali sta crescendo a vista d’occhio. Secondo il produttore messinese, la domanda al consumo in Italia e in Europa, per il mango, è in costante crescita e, grazie al clima favorevole, aumentano nel Sud del Paese le superfici coltivate. Da non sottovalutare che “il consumatore è sempre più consapevole rispetto alle esigenze dell’ambiente, e da questo punto di vista, uno dei vantaggi che il nostro mango presenta è che nell’arco di soli due giorni può essere consumato in qualsiasi parte d’Europa”.

Papa-mango

Da una parte, quindi, Amata coltiva un prodotto freschissimo, e dall’altra, offre una grande garanzia sul piano della sicurezza alimentare, trattandosi di una referenza coltivata in Italia, dove le leggi sono molto restrittive in campo fitosanitario. Sono tanti gli elementi che in questo nostro caso, fanno la differenza, non ultimo il minore impatto ambientale, rispetto a una logistica complessa e costosa che è richiesta per la merce proveniente da oltreoceano. Un altro vantaggio rappresentato dal nostro mango rispetto a quello straniero – prosegue Amata – è che si consuma un frutto sempre più vicino agli standard del biologico. Nella nostra azienda – spiega – tendiamo a voler essere eccellenza nell’eccellenza: essendo infatti da sempre sensibili ai temi della sostenibilità agroalimentare, abbiamo iniziato a proteggere i nostri frutti dagli insetti e parassiti, grazie a un  sistema di insacchettamento, uno o due per volta, dei nostri manghi. In questo modo, abbiamo la certezza di offrire al consumatore finale un prodotto non solo superiore per proprietà organolettiche, ma anche dal punto di vista del ridotto impiego di agrofarmaci”.

Un successo che certifica la fortissima attenzione del mercato verso la frutta tropicale di origine italiana. Ma non solo: è proprio l’idea di PapaMango a piacere. “Il nostro mango non subisce alcun trattamento chimico durante l’intero processo di produzione e lavorazione – tiene a precisare il produttore -: sia la clientela che i consumatori hanno compreso questo plus e, quindi, ci stanno premiando”. 

L’impresa messinese concima le sue 1.000 piante di Kensington Pride – situate davanti al mare – con la pollina che producono le proprie galline allevate all’aperto, in ambiente sicuro. Mentre i singoli frutti sono maturati dentro a speciali sacchetti trasparenti, che trasferiscono loro la giusta luce naturale del sole e li proteggono da patogeni e intemperie. Il risultato è un mango che lo stesso Amata ama definire “sartoriale”, in quanto ogni pezzo è sempre diverso dall’altro a livello estetico. “Non eseguiamo cerature o stufature in post raccolta, ma andiamo a pulire i manghi con stracci lavati a secco”, conclude l’imprenditore siciliano.

Per il futuro Vincenzo ha intenzione di dedicare nuovamente parte del fondo agli agrumi, allargando anche l’offerta dei frutti tropicali con l’avocado, il passionfruit e l’annona. L’idea è dar vita ad un vero e proprio giardino tropicale. Infine, Amata ha anche ristrutturato un caseggiato per fare una Mango House, un posto di vacanza per chi cerca la pace.

Azienda agricola Bianco Rosalia –  C.da Giancola, 2/A 98076 Sant’Agata di Militello (Messina) M. +39 393 9110524

©RIPRODUZIONE RISERVATA





Vuoi ricevere gli aggiornamenti di Terrà per email?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Post a Comment