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Paesaggi rurali e comunità locali: a Castelbuono un incontro per ripensare la Sicilia

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Nel cuore delle Madonie, dove le colline disegnano un mosaico di coltivi antichi e boschi fitti, il tema dei Paesaggi Rurali Storici torna al centro del dibattito pubblico. Il laboratorio promosso dal GAL ISC Madonie e da AssoCEA Messina APS, con il sostegno del Comune di Castelbuono e di altre realtà territoriali, non è un semplice appuntamento divulgativo. L’iniziativa, in programma sabato 21 febbraio 2026 alle 15 presso la Sala Padre Lorenzo Marzullo (già Sala delle Capriate), Ex Badia, Via Roma 76 a Castelbuono, è un tentativo di ricomporre una narrazione frammentata, restituendo ai territori siciliani la profondità che meritano.

L’evento rientra nel percorso “Aspettando la Giornata Nazionale del Paesaggio nei Valli di Sicilia”, un calendario diffuso che attraversa l’Isola per riportare l’attenzione su un patrimonio spesso percepito come immobile, quando invece è il risultato di una stratificazione continua. A Castelbuono, questa consapevolezza emerge con chiarezza: i sentieri che attraversano il paese non sono soltanto vie di transito, ma tracce di un rapporto antico tra uomo e ambiente.

Il ruolo dei Distretti del Cibo

Il laboratorio pone al centro i Distretti del Cibo, realtà che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo crescente nella gestione del territorio. Non si tratta soltanto di strumenti economici. Sono presìdi culturali, capaci di trasformare la produzione agroalimentare in un elemento identitario. La loro funzione è duplice: custodire la memoria agricola e orientare le scelte future, in un equilibrio che richiede attenzione e responsabilità.

La Sicilia offre un terreno fertile per questa riflessione. I tre Valli – Mazara, Demone e Noto – rappresentano una cornice storica che precede l’unità nazionale e che ancora oggi definisce mentalità, paesaggi e abitudini. Richiamarli non significa indulgere nella nostalgia, ma riconoscere la complessità di un territorio che ha sempre vissuto di scambi, contaminazioni e adattamenti.

Una geografia in trasformazione

Il confronto proposto a Castelbuono invita a guardare oltre la superficie. I paesaggi siciliani non sono un fondale immobile: mutano con il clima, con le pratiche agricole, con le scelte delle comunità. Le trasformazioni possono essere minime, quasi impercettibili, ma rivelano un equilibrio delicato tra attività umane e dinamiche naturali.

La cooperazione tra agenti diversi – persone, animali, vegetazione – è parte integrante di questo processo. È un intreccio che richiede conoscenza e partecipazione, perché ogni intervento sul territorio produce effetti che si propagano nel tempo. Da qui l’esigenza di un percorso condiviso, capace di coinvolgere istituzioni, operatori, scuole e cittadini.

L’incontro di Castelbuono si propone come spazio di ascolto e confronto. Non offre soluzioni immediate, ma invita a una presa di coscienza: la tutela dei paesaggi rurali non è un compito delegabile. È una responsabilità collettiva che riguarda chi vive i territori e chi li amministra, chi li coltiva e chi li attraversa.

Riconoscere il valore dei paesaggi significa comprendere che la loro ricchezza non risiede soltanto nella bellezza, ma nella capacità di raccontare una storia lunga e complessa. Una storia che continua a scriversi, giorno dopo giorno, nelle scelte delle comunità siciliane.

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