L'accordo di Bagheria
La rete dei Gal fonda Asso Leader Italia per accentrare la rappresentanza dell’economia rurale
I rappresentanti di oltre cinquanta Gruppi di Azione Locale (Gal) italiani hanno firmato a Bagheria l’atto costitutivo di Asso Leader Italia, la nuova associazione nazionale destinata a unificare la rappresentanza dello sviluppo rurale presso le istituzioni comunitarie e i ministeri competenti.
La sigla della carta statutaria, avvenuta nella sede istituzionale di Palazzo Butera, formalizza la nascita di una struttura coordinata di coordinamento per la gestione dell’approccio comunitarizzazione della spesa locale. L’ente collettivo assume la tutela legale e operativa delle strutture decentrate che gestiscono le risorse delegate per la valorizzazione delle economie interne.
Competenze unificate nei tavoli europei
L’assetto organizzativo coordinerà l’accesso ai canali comunitari per l’attuazione delle politiche di sviluppo rurale. L’ente assume la rappresentanza istituzionale diretta nei confronti degli organi dell’Unione Europea e delle amministrazioni centrali dello Stato, superando la precedente frammentazione delle singole sigle regionali. La struttura integrata gestirà la progettazione di interventi transnazionali, l’attività di ricerca applicata e il trasferimento di modelli gestionali tra i diversi comprensori.
I compiti operativi comprendono la costituzione di una piattaforma per l’attrazione dei fondi a gestione diretta della Commissione Europea e il supporto tecnico nella rendicontazione dei piani locali. Non sono stati resi noti i dettagli relativi alla composizione numerica definitiva del primo Consiglio Direttivo e alla ripartizione delle quote associative per gli enti aderenti.
“Far parte di un network strutturato come Asso Leader Italia consentirà non solo di rafforzare il confronto istituzionale, parlando ad una voce unica nei tavoli di concertazione nazionali ed europei nell’interesse dei Gal, ma anche di favorire lo scambio di buone pratiche, modelli di sviluppo e progettualità vincenti, oltre a facilitare la nascita di sinergie interterritoriali e transnazionali, intercettando con maggiore efficacia i fondi europei”, ha dichiarato Roberto Barbagallo, presidente del Gal Terre di Aci e della rete rurale dei Gal siciliani.
Formazione permanente e modelli partecipativi
L’accordo istituzionale prevede la creazione di un polo formativo permanente per la qualificazione specialistica delle figure professionali operanti nel settore rurale. Il centro erogherà programmi di didattica dedicati al modello di Sviluppo Locale di Tipo Partecipativo (CLLD), metodologia comunitaria che delega la pianificazione economico-sociale alle comunità territoriali e ai partenariati pubblico-privati. L’iniziativa punta all’inserimento di tecnici di nuova generazione negli organici amministrativi dei comprensori periferici.
Il programma delle attività fissa il consolidamento dell’Incontro Nazionale dei Gal quale sede di confronto periodico tra gli organismi di gestione e i quadri operativi della rete. Il Consiglio Direttivo dell’associazione assumerà la facoltà di approvare le linee progettuali a valenza nazionale e internazionale sottoposte dai singoli ambiti territoriali.
“L’adesione del Gal Terre di Aci risponde alla continua volontà strategica di superare i confini locali per fare rete su scala nazionale. Attraverso questo strumento istituzionale e operativo cercheremo di aumentare le risorse per i nostri territori, contando sulla forza di maggiori competenze messe in comune e progetti di interesse collettivo che avranno così più forza e valenza nel tempo”, ha precisato Annamaria Privitera, direttrice del Gal Terre di Aci.
Ricadute operative sui territori
I lavori congressuali di Palazzo Butera si sono conclusi con la sessione operativa a Villa Palagonia per la stesura del piano di coesione interna e la definizione della struttura organizzativa. L’integrazione delle sigle nella rete di rappresentanza nazionale garantisce la partecipazione dei comprensori locali alla ripartizione dei fondi strategici previsti dalla politica agricola comune.
L’adesione al coordinamento nazionale modifica l’operatività del comparto jonico-etneo, inserendo la pianificazione locale all’interno degli accordi quadro nazionali. Le aziende agricole, le strutture turistiche rurali e gli enti locali compresi nelle aree d’intervento disporranno di canali prioritari per l’accesso alle risorse finanziarie comunitarie e ai partenariati di cooperazione transfrontaliera.
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