Terrà

Monitoraggio Ispra
Incendi, la Sicilia brucia: 510 chilometri quadrati in fumo. L’Italia è il fronte caldo d’Europa

Condividi:

La Sicilia è il principale fronte degli incendi boschivi in Italia. Dall’inizio dell’anno sono stati percorsi dal fuoco 510 chilometri quadrati, una superficie che da sola rappresenta quasi il 69 per cento dei 741 chilometri quadrati complessivamente bruciati sul territorio nazionale. È il dato più pesante del monitoraggio condotto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che fotografa una stagione degli incendi particolarmente intensa e già proiettata verso i livelli normalmente raggiunti tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

Nell’Isola gli eventi più rilevanti si sono concentrati soprattutto nell’Agrigentino, dove diversi focolai, distribuiti in più comuni, hanno interessato complessivamente 67 chilometri quadrati. Per dare una misura dell’estensione, si tratta di oltre 9.400 campi da calcio regolamentari. Un dato che restituisce la dimensione territoriale di un fenomeno che non riguarda soltanto i boschi, ma anche campagne, pascoli e macchia mediterranea.

Tre quarti del fuoco in Sicilia, Calabria e Puglia

La geografia degli incendi italiani conferma una tendenza ormai consolidata: il Mezzogiorno e le grandi Isole restano le aree più esposte. Dopo la Sicilia vengono Calabria, con 78 chilometri quadrati bruciati, e Puglia, con 48. Insieme, le tre regioni rappresentano il 73 per cento dell’intera superficie percorsa dal fuoco in Italia.

Il dato è ancora più significativo se si guarda agli ecosistemi forestali. Anche in questo caso Sicilia, Calabria e Puglia risultano le regioni maggiormente colpite. Ma la superficie complessivamente bruciata in Italia non coincide soltanto con quella boschiva: dei 741 chilometri quadrati rilevati dal satellite, 451 sono aree prative permanenti, pari al 61 per cento del totale, mentre 119 chilometri quadrati riguardano aree agricole, il 16 per cento.

I boschi rappresentano quasi il 14 per cento della superficie complessivamente interessata dagli incendi. Sono andati in fumo, tra gli altri, 37 chilometri quadrati di boschi di latifoglie sempreverdi, comprese le leccete e la macchia mediterranea, e 24 chilometri quadrati di conifere, tra pinete e abetaie.

Oltre mille grandi incendi in sette mesi

Il bilancio nazionale, aggiornato al 28 luglio 2026, parla di poco più di 1.070 grandi incendi boschivi individuati attraverso le osservazioni satellitari. La superficie complessivamente percorsa dalle fiamme, 741 chilometri quadrati, equivale all’incirca all’estensione dell’intera provincia di Lodi.

Non è soltanto la quantità di territorio bruciato a preoccupare. A luglio le fiamme hanno raggiunto anche aree protette e parchi nazionali, coinvolgendo ecosistemi di particolare valore naturalistico.

Tra il 5 e il 7 luglio un incendio ha interessato l’Alta Valle Soana, nel Parco nazionale del Gran Paradiso, percorrendo circa 2,38 chilometri quadrati, in prevalenza formazioni prative a rododendro. Il 20 e 21 luglio un rogo sul versante calabrese del Parco nazionale del Pollino ha interessato circa 14 chilometri quadrati. Dieci erano costituiti da aree prative, mentre più contenuto è stato l’impatto sugli ecosistemi forestali.

In Ue stagione incendi oltre la normalità

Dalla Sicilia lo sguardo si allarga al resto del continente. Il quadro europeo mostra una crescita particolarmente marcata delle superfici percorse dal fuoco nella seconda decade di luglio: circa 225 chilometri quadrati al giorno. È come se, ogni giorno, bruciasse una superficie pari a circa due volte quella del Comune di Parigi.

A guidare questa accelerazione sono soprattutto Spagna, Francia e Italia. Il dato assume un peso particolare perché arriva prima del periodo nel quale, normalmente, gli incendi raggiungono la massima estensione, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

La situazione più estesa si registra in Spagna, nella provincia di Ávila, a nord-ovest di Madrid. Qui le fiamme hanno già interessato oltre 440 chilometri quadrati, una superficie superiore a quella dei comuni di Barcellona e Valencia. Un altro grande incendio è in corso nella provincia di Guadalajara, a nord-est della capitale, con circa 330 chilometri quadrati già percorsi dal fuoco.

Anche la Francia è alle prese con un incendio di vaste proporzioni nella Gironda. La superficie bruciata supera i 400 chilometri quadrati, un’estensione maggiore di quella dei comuni di Marsiglia o Lione. Il rogo continua inoltre a minacciare le aree vicine a Bordeaux.

I satelliti misurano il danno, prevenzione decisiva

I numeri arrivano dal sistema di monitoraggio degli effetti degli incendi boschivi sviluppato dall’Ispra, sulla base delle osservazioni multispettrali dei satelliti Copernicus Sentinel-2 e della banca dati europea EFFIS. L’utilizzo di immagini ad alta risoluzione consente di misurare con maggiore precisione l’estensione delle aree colpite e di distinguere gli ecosistemi interessati.

La Sicilia concentra da sola una parte enorme del territorio italiano bruciato; il Mezzogiorno raccoglie quasi tre quarti della superficie nazionale colpita; e, nello stesso momento, il fenomeno accelera in gran parte dell’Europa meridionale. Le fiamme non aspettano il picco dell’estate: la stagione degli incendi è già entrata nella sua fase più critica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Vuoi ricevere gli aggiornamenti di Terrà per email?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Condividi:
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com