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Dati in crescita: gli immigrati coprono il 31,7% delle attività agricole italiane

Nell’agricoltura italiana, un elemento cruciale spesso trascurato è il contributo inestimabile dei lavoratori immigrati. Secondo le stime dell’Istat, circa 2,4 milioni di immigrati operano regolarmente in Italia, costituendo oltre il 10% della forza lavoro. Tuttavia, è nel settore agricolo che il loro impatto si fa veramente sentire.

Un rapporto recentemente pubblicato, commissionato dalla Fai-Cisl e realizzato dal centro studi Confronti, intitolato “Made in Immigritaly. Terre, colture, culture”, getta nuova luce su questa realtà fondamentale dell’agricoltura italiana. I numeri sono eloquenti: verso la fine del 2022, quasi 362.000 stranieri erano impiegati nel settore agricolo, rappresentando il 31,7% delle giornate lavorative registrate. Questo sottolinea l’importanza vitale dei lavoratori immigrati nel sostenere la produttività e la competitività del comparto agricolo.

Tuttavia, c’è un lato oscuro nei dati ufficiali. La ricerca evidenzia che essi sono distorti dall’influenza del lavoro non dichiarato e dalle registrazioni fittizie, spesso finalizzate all’accesso a benefici sociali. Nonostante queste sfide, i numeri forniscono una stima approssimativa dell’entità del contributo dei lavoratori immigrati al settore agricolo, oltre a mettere in luce le sfide di tutela che devono affrontare.

Le principali nazionalità dei lavoratori immigrati nel settore agricolo italiano includono Romania, Marocco, India, Albania e Senegal. Questa diversità sottolinea l’importanza dei contributi provenienti da una vasta gamma di contesti nazionali e culturali. Tuttavia, è interessante notare che le nazionalità dei rifugiati non figurano tra le prime posizioni, e l’Africa subsahariana risulta sotto-rappresentata in generale.

Questa analisi sottolinea la complessità del panorama migratorio nel settore agricolo italiano e il suo ruolo fondamentale sia economico che sociale. Gli immigrati non solo forniscono una manodopera indispensabile, ma arricchiscono anche la diversità culturale e il tessuto sociale del settore agricolo. Tuttavia, è urgente affrontare le sfide legate alla loro tutela e alla regolarizzazione del lavoro, garantendo condizioni di lavoro dignitose e parità nel settore agricolo italiano.

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