Consorzi di tutela: la rete da 40 milioni di euro che fa crescere la Sicilia agroalimentare
Nel sistema agroalimentare siciliano i Consorzi di tutela delle Indicazioni Geografiche stanno assumendo un ruolo sempre più determinante, svolgendo funzioni chiave non solo nella valorizzazione dei prodotti DOP, IGP e QS (Qualità Sicura), ma anche nella diffusione di pratiche sostenibili e nella costruzione di una identità territoriale riconoscibile sui mercati nazionali e internazionali.
Tra le azioni più significative si distingue l’attività dell’Associazione DOS Sicilia – Consorzio delle Denominazioni di Origine Siciliane, nata nel 2020 per promuovere in modo coordinato le eccellenze agroalimentari certificate dell’Isola. L’organizzazione riunisce 16 Consorzi di tutela fra i più rappresentativi del panorama regionale, che includono prodotti come il Pecorino Siciliano DOP, l’Olio DOP Val di Mazara, il Pistacchio Verde di Bronte DOP e il Pomodoro di Pachino IGP, solo per citarne alcuni.
L’obiettivo di DOS Sicilia non si limita alla semplice aggregazione dei consorzi: l’associazione punta a costruire una strategia integrata di promozione, innovazione e sostenibilità, finalizzata a soddisfare in modo sistematico la domanda di prodotti di qualità e a garantire ai produttori una collocazione remunerativa dei propri beni. Per raggiungere questo scopo, l’associazione promuove:
– innovative forme di vendita e commercializzazione, con particolare attenzione ai canali digitali;
– ricerca scientifica e progetti di sostenibilità ambientale e sociale;
– azioni di contrasto agli sprechi alimentari e alle frodi nel settore agroalimentare;
– promozione di regimi alimentari sani.
Questa visione corrisponde perfettamente alle priorità indicate anche dal Rapporto ISMEA-Qualivita 2025, che evidenzia come le produzioni certificate rappresentino una componente fondamentale della Dop Economy italiana e siano sempre più orientate alla sostenibilità e alla tutela delle risorse ambientali.
Il valore complessivo della produzione rappresentata dai Consorzi aderenti a DOS Sicilia supera i 40 milioni di euro, cifra che riflette non solo il peso economico delle filiere ma anche la loro capacità di attrarre investimenti e nuovi consumatori.
Il case study dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP – che secondo il Rapporto ISMEA-Qualivita si conferma tra i primi tre prodotti ortofrutticoli italiani per valore e produzione – testimonia l’efficacia di una strategia condivisa tra produttori, consorzio di tutela e istituzioni nella valorizzazione della qualità certificata.
I consorzi siciliani non lavorano soltanto sulla promozione commerciale, ma investono nella sostenibilità ambientale e nella responsabilità sociale delle filiere. Secondo osservazioni di esperti del settore, nei consorzi si sviluppano pratiche di gestione agricola che guardano alla riduzione dell’impatto ambientale, alla tracciabilità e alla protezione del paesaggio rurale, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal e della transizione ecologica.
Un esempio di questo impegno è la messa a punto di disciplinari produttivi che includono criteri di sostenibilità e la partecipazione a piattaforme internazionali per la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche e della biodiversità, come l’iniziativa che ha portato la Sicilia a entrare nella Regions of Gastronomy Platform, con la partecipazione tra gli stakeholder proprio del Consorzio DOS Sicilia.
Il ruolo dei consorzi si estende anche alla internazionalizzazione delle produzioni, dove l’aggregazione dei marchi consente di affrontare in modo più efficace i mercati globali. La cooperazione tra consorzi favorisce la creazione di sinergie e strategie comuni per accedere a fiere internazionali, eventi di promozione e progetti di export, elementi sempre più cruciali per sostenere la competitività delle produzioni siciliane di qualità certificata.
Già oggi infatti molti dei prodotti tutelati dalla rete dei consorzi sono presenti nei principali mercati europei e extra-UE, proprio grazie a una gestione collettiva delle attività promozionali e delle campagne di comunicazione, che valorizzano non solo il prodotto ma anche la sua storia, il territorio di origine e le pratiche di produzione sostenibili.
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