Terrà

Il binomio piante-insetti
Università Roma Tre, nuove ricerche per studiare e tutelare le api

Si definiscono insetti pronubi quegli insetti impollinatori che sono in grado di trasportare il polline da un fiore all’altro, garantendo la formazione dei frutti e, quindi, la propagazione delle piante. L’ape mellifera è considerata l’insetto impollinatore per eccellenza, tant’è che è anche la protagonista della Giornata Mondiale delle Api. È il più conosciuto per via della sua capacità di produrre miele, ma anche le restanti api selvatiche non produttrici di miele, come pure farfalle, vespe, cimici, mosche, scarabei e grilli sono importanti impollinatori, dai quali dipendono sia le specie vegetali degli ecosistemi naturali, sia quelle dei sistemi agricoli. Secondo dati del WWF, circa il 35% della produzione globale di cibo, infatti, dipende dal servizio ecosistemico dell’impollinazione.

Lo scrive in una nota l’Università degli Studi Roma Tre. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) sottolinea però che a scala globale più del 40% delle specie di insetti impollinatori rischia di scomparire a causa del degrado e la frammentazione degli habitat, gli effetti dell’agricoltura intensiva, i cambiamenti climatici e la presenza di nuove specie competitrici e parassiti esotici. Con il duplice obiettivo di contribuire alla conoscenza e alla tutela delle specie presenti nei diversi habitat e approfondire la natura del binomio piante-insetti, un gruppo di giovani ricercatori, guidato dal prof. Andrea Di Giulio, e composto da dottorandi, borsisti e studenti del nuovo corso di laurea magistrale in Biodiversità e Tutela dell’Ambiente (BioTA) del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre, è impegnato nello studio degli insetti impollinatori con ricerche che si svolgono sia sul territorio nazionale, in ambienti antropizzati.

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