Terrà

Monreale Doc al Vinitaly: il rilancio di un territorio attraverso vini, storie e digitalizzazione

Interpretare i gusti di un pubblico sempre più esigente e informato, raccontando l’anima autentica di un luogo. È questa la sfida che la denominazione Monreale Doc si appresta ad affrontare in occasione della 57ª edizione del Vinitaly, la fiera internazionale dedicata a vini e distillati, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile. Con un progetto di rilancio incentrato su una comunicazione contemporanea e strumenti digitali innovativi, Monreale punta a consolidare il proprio posizionamento sui mercati nazionali e internazionali, valorizzando le eccellenze vitivinicole di un territorio dalla storia millenaria.

Una nuova identità digitale per raccontare il territorio

Protagonista dell’evento sarà il restyling del sito web della denominazione, presentato durante la fiera. Un portale completamente rinnovato, arricchito da contenuti multimediali pensati per accrescere l’attrattività del territorio e promuovere l’enoturismo. Le dieci aziende aderenti – Alessandro di Camporeale, Case Alte, Dei Principi di Spadafora, Di Bella Vini, Feudo Disisa, Marchesi de Gregorio, Porta del Vento, Principe di Corleone, Sallier de La Tour e Terre di Gratia – hanno lavorato insieme per delineare un’offerta integrata, capace di creare sinergie tra produzioni vinicole, cultura e paesaggio.

A guidare questo ambizioso progetto è il presidente Mario Di Lorenzo, che ha saputo ispirare imprenditori caparbi e determinati a portare in auge le peculiarità viticole di un territorio unico. Il nuovo sito non si limita a illustrare i vini, ma diventa una finestra aperta sulle esperienze enologiche in cantina, sugli itinerari culturali e sui tesori artistici del territorio. Un invito a vivere il Monreale Doc non solo attraverso il gusto, ma anche attraverso percorsi sensoriali che uniscono degustazioni, arte e natura.

Tra tradizione e innovazione

Il cuore pulsante del progetto Monreale Doc è rappresentato dai suoi vitigni simbolo: Catarratto, Perricone e Surah. Queste varietà, coltivate in un areale compreso tra Monreale, Piana degli Albanesi, Camporeale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Santa Cristina Gela, Corleone e Roccamena, sono interpretate con una filosofia produttiva moderna, ma profondamente ancorata alle radici contadine del territorio.

Un mosaico di colline caratterizzate da suoli prevalentemente argillosi e di medio impasto, con diverse pendenze e microclimi che conferiscono ai vini unicità e carattere distintivo. Il risultato è un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione, dove ogni bottiglia racconta la storia di un territorio plasmato nei secoli dalle mani sapienti dei viticoltori locali.

Un patrimonio culturale e paesaggistico

Il territorio Monreale Doc non è solo sinonimo di qualità enologica, ma anche di un patrimonio culturale e paesaggistico di inestimabile valore. Dal patrimonio Arabo-Normanno di Monreale, con il suo celebre Duomo dichiarato Patrimonio Unesco, ai musei delle aree archeologiche, fino alle suggestioni della Piana degli Albanesi, ogni tappa è un invito a scoprire la ricchezza storica e naturale di quest’area.

Le aziende coinvolte nel progetto offrono esperienze cucite su misura, che permettono di immergersi nella vita delle cantine, partecipare a degustazioni guidate e visitare luoghi d’arte e cultura. Un viaggio che intreccia storia, natura e sapori autentici, restituendo al visitatore un’immagine completa e suggestiva del territorio.

Donne del Vino Sicilia protagoniste

Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione del Vinitaly spicca l’incontro organizzato da Donne del Vino Sicilia, in programma il 6 aprile alle 16.45 nella Meeting Hall del Padiglione 2 Sicilia. Un evento che metterà in luce il ruolo fondamentale delle donne nella valorizzazione del settore vitivinicolo siciliano, celebrando la loro capacità di innovare e preservare la tradizione.

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