Analisi di Ismea Mercati
Mele, l’Italia conquista la vetta mondiale dell’export: produzione stabile e mercati in espansione
L’Italia si conferma protagonista assoluta del mercato mondiale delle mele. Secondo le ultime analisi di Ismea Mercati, basate su dati WAPA (World Apple and Pear Association), la campagna 2024/25 segna un risultato storico: il nostro Paese conquista il primo posto tra gli esportatori mondiali, superando Stati Uniti e Cina, grazie a un mix di volumi record, qualità elevata e una strategia commerciale sempre più orientata ai mercati esteri.
A livello europeo, la produzione di mele per la campagna 2025/26 dovrebbe attestarsi poco sotto gli 11 milioni di tonnellate, con un incremento del 5% rispetto alle stime estive. Un aumento favorito dalle condizioni meteo di fine estate, che hanno migliorato calibro e colorazione delle varietà medio-tardive, in particolare in Polonia, Germania e nei principali Paesi del Nord Europa.
In Italia, secondo Istat, le superfici in produzione restano stabili intorno ai 54 mila ettari, concentrati per quasi la metà nelle Province autonome di Bolzano e Trento. Per il 2025, Assomela stima una produzione di 2,32 milioni di tonnellate, in linea con il 2024 e superiore del 5% alla media dell’ultimo triennio.
L’Alto Adige guida la classifica con il 46% del raccolto nazionale, seguito dal Trentino (22%) e dal Piemonte (11%). La qualità complessiva è risultata molto buona per tutte le principali varietà, con la Golden Delicious ancora al vertice, seguita da Gala, Granny Smith, Fuji e Red Delicious. In crescita anche il segmento delle nuove varietà “club”, che supera le 300 mila tonnellate.
Il dato più rilevante arriva dal commercio estero. Nella campagna 2024/25 l’Italia ha esportato oltre 1,06 milioni di tonnellate di mele, raggiungendo un avanzo commerciale record di 1,146 miliardi di euro, il più alto di sempre per il comparto ortofrutticolo nazionale.
Il 65% dell’export è diretto verso i Paesi UE, con la Germania primo mercato di sbocco (30% del valore totale), seguita da Spagna e Arabia Saudita. Crescono anche i mercati extra UE, con exploit significativi in Egitto, Medio Oriente e Europa orientale, mentre rallentano Brasile e Regno Unito. Nonostante una lieve flessione del prezzo medio all’export, la crescita dei volumi (+24%) ha consentito all’Italia di consolidare la leadership mondiale.
Sul fronte domestico, i dati Ismea-NIQ indicano una lieve riduzione dei consumi (-3%), compensata però da un aumento del prezzo medio al dettaglio (+2%). La spesa delle famiglie cala solo marginalmente, confermando la mela come uno dei prodotti più presenti nella dieta degli italiani.
La nuova campagna parte con segnali incoraggianti: offerta stabile, qualità elevata e buone performance sui mercati esteri. Un fattore chiave sarà la riapertura del Canale di Suez, che sta gradualmente normalizzando i flussi logistici verso Asia e Medio Oriente, riducendo costi e tempi di trasporto. Il settore guarda ora con interesse ai mercati del Centro e Sud America, puntando su innovazione varietale, segmentazione dell’offerta e strategie di marketing sempre più mirate.
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