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La Sicilia a lezione di “Rischio”: a Palermo il vertice sul Fondo Agricat

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Non è più tempo di rincorrere le emergenze. Con i calendari agricoli ormai dettati da siccità prolungate ed eventi atmosferici imprevedibili, la gestione del rischio in Sicilia approda a una svolta necessaria. Lunedì 9 febbraio 2026, a partire dalle 10, la sede del Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana (viale della Regione Siciliana) ospiterà un vertice strategico dedicato al Fondo Agricat, il braccio operativo nazionale per la tutela del reddito agricolo.

Protagonisti del confronto

L’incontro si preannuncia come un esame tecnico e politico di alto profilo. Ad aprire i lavori sarà Fulvio Bellomo, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, che passerà la parola a Massimo Tabacchiera, amministratore delegato di Agricat.

Il focus non sarà solo tecnico: il tema del cofinanziamento delle misure di mutualizzazione vedrà l’intervento di Calogero Foti, capo di gabinetto dell’Assessorato regionale, mentre l’analisi operativa sarà affidata a Francesco Badalà, esperto di credito agrario e danni al settore.

Il nodo dei rimborsi: tra bilanci 2024 e novità 2026

Il momento più atteso riguarderà l’esposizione dei dirigenti Carla Buffolino e Giovanni Razeto, chiamati a sciogliere i nodi sulle istruttorie tecniche dei danni 2024 — annus horribilis per molte colture isolane — e a presentare le innovazioni procedurali previste per il biennio 2026.

L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni è trasformare la percezione della gestione del rischio: da “tassa” o burocrazia sterile a pilastro strutturale della sostenibilità economica.

Dubbi sul campo: tra teoria e realtà

Nonostante lo sforzo organizzativo, l’atmosfera resta tesa. Se da un lato la Regione punta a una strategia di prevenzione finanziaria, dall’altro gli agricoltori siciliani nutrono forti perplessità. Le esperienze passate con il fondo mutualistico hanno spesso lasciato l’amaro in bocca per la complessità delle perizie e l’entità degli indennizzi, giudicati talvolta insufficienti a coprire i costi vivi di produzione.

Proprio per questo, la sessione finale di domande dalla platea, moderata da Vincenzo Carlino, si preannuncia come il vero termometro del malcontento e delle speranze del comparto.

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