Terrà

Provvedimento della Giunta
Consorzi di bonifica, Sammartino accelera: via libera al disegno di legge

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Il governo regionale guidato da Renato Schifani ha dato il via libera al disegno di legge che rimette in pista la nuova mappa dei consorzi di bonifica in Sicilia. La giunta ha approvato il testo oggi, segnando un passaggio chiave per l’agricoltura dell’Isola. Tredici enti saranno messi in liquidazione e sostituiti da quattro nuovi consorzi, organizzati su base territoriale e idrografica. Obiettivo dichiarato: semplificare, ridurre i costi, migliorare i servizi e ristabilire equità nei contributi chiesti agli agricoltori.

La riforma interviene su un sistema giudicato da anni inefficiente, frammentato e appesantito da strutture amministrative sovrapposte. I nuovi consorzi opereranno in quattro grandi aree: Sicilia Nord-Orientale, Nord Occidentale, Sud-Orientale e Sud Occidentale. Comprensori più ampi, bacini omogenei, gestione unitaria delle risorse idriche. È questo l’impianto del disegno di legge approvato dall’esecutivo regionale, che ora passa al vaglio dell’Assemblea regionale siciliana.

Una riforma strutturale per l’agricoltura

Luca Sammartino

A spiegare la portata dell’intervento è l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino. “Il disegno di legge mette ordine nell’esercizio delle funzioni in materia di bonifica e di irrigazione”, sottolinea. La riduzione del numero degli enti, secondo l’assessore, è solo il primo passo. Il cuore della riforma è la razionalizzazione della risorsa idrica e il ritorno della centralità degli agricoltori nella governance dei consorzi.

Il criterio scelto per la nuova organizzazione è quello dell’omogeneità dei bacini idrografici e dell’unitarietà dei sistemi idrici. Una scelta tecnica, ma anche politica, che punta a superare confini amministrativi spesso poco coerenti con la realtà del territorio. L’obiettivo è migliorare l’efficienza dei servizi, ridurre sprechi e disfunzioni, garantire interventi più rapidi e mirati su irrigazione e manutenzione delle opere di bonifica.

Altro punto qualificante del provvedimento è il principio della cosiddetta “giustizia impositiva”. “Acqua e servizi si pagheranno solo se ricevuti”, ribadisce Sammartino. Una promessa che intercetta una delle principali lamentele del mondo agricolo siciliano: contributi richiesti anche in assenza di benefici concreti. La riforma intende mettere fine a questa distorsione, legando il prelievo ai servizi effettivamente erogati.

Gestione unitaria e ufficio interconsortile

Sul piano operativo, i quattro nuovi consorzi non agiranno in modo isolato. Per la programmazione, la progettazione, la realizzazione e la gestione delle opere di bonifica e irrigazione, è prevista una gestione associata attraverso un ufficio interconsortile. Una struttura unica che avrà il compito di coordinare le attività comuni e garantire uniformità di indirizzo.

All’ufficio interconsortile spetterà la redazione del piano generale di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio. Sarà inoltre responsabile del bilancio ambientale e della tenuta del catasto regionale unico. Tutte funzioni che verranno svolte in raccordo con il dipartimento regionale dell’Agricoltura, in un’ottica di integrazione tra livello politico-amministrativo e gestione tecnica.

La scelta di accentrare queste funzioni risponde all’esigenza di superare la dispersione di competenze che ha caratterizzato il sistema precedente. Meno centri decisionali, più coordinamento, maggiore trasparenza. È questa la linea tracciata dal governo Schifani, che rivendica una riforma di sistema e non un semplice aggiustamento dell’esistente.

Il passaggio all’Ars e i tempi politici

Il disegno di legge approvato dalla giunta apre ora la fase parlamentare. “Adesso lavoreremo di concerto con il parlamento regionale affinché in tempi celeri si possa approvare una riforma attesa dai nostri agricoltori da più di trent’anni”, ha dichiarato Sammartino. Un riferimento esplicito ai ritardi accumulati negli anni e alle numerose riforme annunciate e mai portate a compimento.

Il percorso all’Ars non si annuncia privo di ostacoli. I consorzi di bonifica sono stati a lungo terreno di scontro politico e sindacale, con resistenze legate alla gestione del personale e agli equilibri territoriali. Ma l’esecutivo regionale punta a fare della riforma un banco di prova della propria capacità di incidere su nodi strutturali.

Se approvata, la nuova legge segnerà una discontinuità netta rispetto al passato. Meno enti, più efficienza, regole più chiare. Per l’agricoltura siciliana, alle prese con la crisi idrica e con costi di produzione sempre più elevati, potrebbe essere una svolta attesa da decenni. Ora la parola passa a Sala d’Ercole.

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