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Le linee guida
Nuove tecnologie e 27 indicatori obbligatori: così l’Onu rilancia la fotografia globale dell’agricoltura

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Un secolo dopo le prime linee guida del 1928, la FAO consegna ai suoi paesi membri uno strumento rinnovato: standard concordati a livello globale per censire aziende agricole, uso del suolo, manodopera e acquacoltura, con metodologie digitali e georeferenziate, destinati a orientare le politiche agricole nazionali nel decennio 2026-2035.

Un mandato riconosciuto dall’ONU

Il 6 marzo, nel corso della 57esima sessione della Commissione Statistica delle Nazioni Unite, le linee guida elaborate dalla FAO per il Programma Mondiale di Censimento dell’Agricoltura del 2030 hanno ottenuto il rango di standard concordato a livello internazionale. Non si tratta di un atto burocratico. Significa che ogni paese membro potrà costruire i propri censimenti agricoli — da condursi tra il 2026 e il 2035 — su una base metodologica comune, rendendo i dati finalmente confrontabili oltre i confini nazionali.

“Le nuove linee guida enfatizzano l’uso di tecnologie innovative e mirano a fornire ai Membri gli strumenti per garantire che i dati raccolti siano pertinenti, tempestivi, comparabili a livello internazionale e fruibili”, ha dichiarato il direttore generale della FAO, QU Dongyu. Il programma non si limita a fotografare la struttura dell’agricoltura mondiale: ambisce a fornire ai responsabili politici uno strumento di orientamento reale, capace di misurare le performance nazionali e confrontarle con quelle degli altri paesi.

Cosa misura un censimento agricolo

Un censimento agricolo non è una semplice conta di campi e raccolti. Restituisce la radiografia completa di un settore: numero e dimensioni delle aziende, regimi fondiari, uso del suolo, superfici coltivate, dotazioni di macchinari e attrezzature, pratiche colturali, sistemi irrigui, consistenza del bestiame, manodopera impiegata. È, in altri termini, la base informativa su cui si costruisce qualsiasi politica agricola seria.

I dati confluiscono in FAOSTAT, la banca dati statistica dell’organizzazione, alimentando le analisi dei ricercatori e le valutazioni della comunità internazionale. Nel decennio appena concluso, 124 paesi hanno effettuato censimenti agricoli, molti con l’assistenza tecnica diretta della FAO. Il nuovo programma punta ad ampliare questa copertura, rafforzando la qualità e l’omogeneità delle informazioni raccolte.

Quasi un secolo di evoluzione metodologica

Le prime linee guida risalgono al 1928 e furono pubblicate dall’Istituto Internazionale per l’Agricoltura, istituzione precursore della FAO, in vista del censimento del 1930. Da allora, il programma non ha smesso di aggiornarsi. Decade dopo decade, la FAO ha ampliato il perimetro della rilevazione: alla mappatura di campi e aziende si sono aggiunte la distribuzione delle colture rare, la presenza femminile nella gestione delle aziende, il peso crescente dell’acquacoltura.

Sul piano metodologico, la traiettoria è altrettanto netta. Sono state introdotte la raccolta dati online, la georeferenziazione e i microdati anonimizzati, strumenti che sfruttano le potenzialità delle tecnologie dell’informazione per rendere le rilevazioni più precise, rapide e sicure. La FAO ha accompagnato questa transizione con programmi di sviluppo delle capacità istituzionali nei paesi che ne avevano bisogno.

Il WCA 2030 codifica questa evoluzione in ventisette elementi essenziali che tutti i paesi membri sono tenuti a registrare. Accanto a questi, le linee guida offrono un quadro di riferimento per aiutare i singoli stati a valutare se includere ulteriori voci nei censimenti nazionali, riconoscendo che alcune variabili hanno rilevanza selettiva a seconda del contesto geografico ed economico. È un equilibrio deliberato tra uniformità globale e flessibilità locale: la condizione necessaria perché uno standard internazionale sia davvero applicabile.

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