Le vacche cinisare
“Lu roggiù d’ ’u vaccaru”, quando la mungitura non segue l’ora legale
di Alessio Palazzolo*
C’è un tempo che non si misura con le lancette degli orologi (figg.1 e 2). È il tempo del sole che nasce dietro le montagne (fig.3), del vento che attraversa i pascoli e del passo lento delle vacche cinisare ‘ncampanate che tornano alla mannira.
È il tempo antico dei vaccari, scandito non dal calendario ma dal respiro della terra e dai bisogni dei suoi animali (fig.4). Un tempo semplice, essenziale, che non cambia con l’ora legale, perché segue soltanto il ritmo della natura. Che cosa legava la vacca nustrali cinisara e i suoi vaccari all’ora solare? (fig.5).
- Fig.1
- Fig.2
- Fig.3
Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 abbiamo spostato in avanti di un’ora le lancette dei nostri orologi, entrando ufficialmente nell’ora legale e lasciandoci alle spalle l’ora solare.
Una consuetudine ormai abituale per la nostra società moderna, introdotta ufficialmente nel 1966 (figg. 6 e 7). Prima di allora il tempo scorreva seguendo un solo ritmo: quello del sole. Quando arrivò l’ora legale, molti vaccari decisero di non cambiare le lancette dei propri roggi, orologi. Li lasciavano segnare sempre l’ora solare. Non era distrazione, né un rifiuto della modernità, ma rispetto, conoscenza, ed esperienza per il ritmo degli animali (fig.8).
- Fig.4
- Fig.5
- Fig.6
Le vacche, infatti, non conoscono il nostro tempo fatto di numeri e lancette. Seguono il loro orologio naturale, quello che portano nella testa e nel corpo, cioè quello biologico. Così, ogni giorno, alla stessa ora, si facevano trovare, e si fanno trovare tuttora davanti ‘a mannira o ntò stalluni (figg.9 e 10), nel luogo della mungitura o nella stalla, pronte per essere scarricati, munciuti, ossia scaricate, munte del loro latte e per arrenniri ‘u savaci, cioè per lasciare succhiare il proprio vitello e cedere il latte ai vaccari (fig.11).
Cambiare l’orario della mungitura avrebbe significato rompere quell’equilibrio. E il vaccaro che ai suoi animali teneva davvero, non voleva stressarli.
Una vacca abituata a essere munta sempre allo stesso orario non tollera cambiamenti radicali né orari irregolari, perché ha bisogno di essere scarriccata, munciuta, anche per proteggere il suo apparato mammario, i minni e ‘a virina, i suoi capezzoli e le mammelle (fig.12).
- Fig.7
- Fig.8
- Fig.9
Ritardare la mungitura può portare a diversi problemi di salute come infiammazioni, mastiti, dolori all’apparato mammario ma anche stress e riduzione della produzione di latte.
Quello che oggi chiamiamo benessere animale, i vecchi vaccari lo praticavano già, semplicemente vivendo accanto ai loro animali. E da questa profonda conoscenza della natura e dei suoi tempi che trae origine il sistema di allevamento estensivo e semibrado, usato ieri come oggi da molti allevatori. Un sapere antico, tramandato di generazione in generazione, di padre in figlio.
- Fig.10
- Fig.11
- Fig.12
I vecchi vaccari avevano anche un proverbio che raccontava bene la loro vita agghiorna e scura è sempri un ghiornu, ossia da quando fa giorno a quando arriva la sera, per il vaccaro è sempre lo stesso giorno. Non esiste brutto o bel tempo, non esistono Natale o Pasqua, né matrimoni, né battesimi o funerali.
C’è solo un impegno che non conosce pausa, quello delle sue vacche nustrali cinisare. Essere vaccaro prima, e allevatore oggi, non è soltanto un lavoro. È una passione che si porta dentro. Come si dice nelle campagne s’ava aviri ntò sangu, letteralmente bisogna averlo nel sangue.
- Fig.14
- Fig.13
Perché chi sceglie questa vita sa che il tempo vero non è quello dell’orologio, ma quello degli animali, del sole e della terra. Un tempo fatto di sacrificio, di albe e tramonti silenziosi, di gesti ripetuti e di mani muscolose, consumate che conoscono il duro lavoro (fig.13).
E finché nelle nostre montagne continueranno a pascolare le vacche nustrali cinisare, facendoci sentire il suono delle loro campane, l’abbramare ri vacchi a i savaci, il richiamo delle vacche ai loro vitellini, ‘u tauriari, il richiamo del toro nel periodo ru cacciu, cioè degli amori, ci sarà sempre qualcuno disposto a vivere secondo quel tempo antico (fig.14). Il tempo della vacca cinisara e dei suoi vaccari. Ieri come oggi.
*Appassionato cultore della razza bovina cinisara e delle tradizioni zootecniche. Esperto provinciale di razza cinisara e modicana per conto dell’ANARB. Tecnico delle produzioni casearie. Tecnico operatore pratico nel campo della fecondazione artificiale per animali da reddito (bovini). Autore dei volumi: “Vacchi e vaccara cinisara”; “Chianchi e chianchieri di vacca cinisara”. Promotore di un documentario sulla transumanza per GEO&GEO di Rai tre “La muta delle vacche cinisare”
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