Progetto Agea-Enac
Droni, la rivoluzione arriva dall’alto: pascoli monitorati e danni del maltempo stimati in poche ore
Droni al servizio dell’agricoltura e della trasparenza. Prende il via operativo l’ambiziosa partnership tra AGEA ed ENAC, un’accelerazione tecnologica destinata a rivoluzionare il monitoraggio delle superfici agricole e l’erogazione degli aiuti comunitari. Dopo la firma del protocollo d’intesa, il primo Steering Committee ha tracciato la rotta concreta per l’utilizzo dei mezzi a pilotaggio remoto nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), ponendo le basi per un controllo più puntuale, interventi più rapidi e un uso più efficiente dei fondi pubblici.
“Tassello drone” nel mosaico monitoraggio
L’iniziativa punta a completare e potenziare il quadro del monitoraggio continuo delle superfici agricole nel SIAN. I droni rappresentano l’ultimo, cruciale elemento tecnologico che si affianca agli strumenti già sviluppati da AGEA: la Carta Nazionale dell’Uso dei Suoli, l’Area Monitoring System (AMS) e il Sistema di Geotag. L’obiettivo è duplice: rafforzare l’efficacia della mappatura del territorio e garantire tempestività nei ristori, specialmente in contesti critici. Come afferma Fabio Vitale, Direttore AGEA: “Questo incontro rappresenta un passaggio concreto verso la piena operatività dell’ultimo tassello tecnologico… per rafforzare l’efficacia della mappatura continua del territorio e tempestività dei ristori, assicurando al contempo un utilizzo sempre più efficiente delle risorse pubbliche”.
Le prime missioni: dalle calamità ai pascoli montani
Nel corso della riunione operativa, sono state individuate le applicazioni prioritarie che guideranno le prime campagne di volo. I droni non saranno utilizzati a caso, ma per missioni mirate:
Supporto alle emergenze: Azioni tempestive di risarcimento per gli agricoltori colpiti da calamità naturali.
Contrasto agli illeciti: Mappature puntuali di aree a rischio di non conformità ambientale, con focus specifico sulla condizionalità.
Monitoraggio di precisione: Sorvolo di aree di particolare complessità morfologica (come i pascoli montani) o di specifici interventi agronomici da verificare (ad esempio, potature o colture in fase pre-raccolta).
Un polo interno e una visione comunitaria
L’operazione si inserisce in un percorso strutturato che ha portato AGEA a creare un polo interno dedicato ai droni. Questo team specializzato riceverà una formazione standard specifica da parte di ENAC, a garanzia di competenza e sicurezza operativa. La collaborazione guarda già oltre i confini nazionali: è emersa l’esigenza di definire specifiche operative condivise con il Centro di Ricerca della Commissione Europea e ISPRA, per dare una valenza comunitaria all’uso dei droni nel settore agricolo, soprattutto in relazione ai pagamenti degli aiuti PAC.
IA e un modello di cooperazione
Il gruppo di lavoro ha sottolineato il valore del patrimonio cartografico-geospaziale già sviluppato da AGEA, che sarà condiviso con ENAC. Questa base dati sarà arricchita con metodologie automatizzate e di intelligenza artificiale, da integrare direttamente con i sistemi di rilievo dei droni per un’analisi delle immagini rapida e sofisticata. Per Alexander D’Orsogna, Direttore Generale ENAC, questa collaborazione va ben oltre una semplice sperimentazione: “L’impiego di mezzi a pilotaggio remoto nel monitoraggio agricolo non è una semplice sperimentazione tecnologica, ma un modello replicabile di cooperazione interistituzionale, capace di diventare un laboratorio avanzato per lo sviluppo dell’Advanced Air Mobility al servizio delle politiche pubbliche”.
Il futuro del controllo agrario si disegna quindi dall’alto, con una collaborazione istituzionale che punta a coniugare precisione, velocità e tutela dell’interesse pubblico, trasformando i dati raccolti in decisioni più informate e sostegni più tempestivi per il settore agricolo.
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