Saline di Sicilia, la candidatura al riconoscimento MaB Unesco prende forma
Non più soltanto saline e paesaggi protetti: oggi l’intera provincia di Trapani si candida a entrare nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera. Una candidatura che abbraccia città, imprese, istituzioni e persino l’aeroporto di Birgi, pronto a trasformarsi in porta d’accesso sostenibile. Nel salone della Camera di commercio di Trapani il Comitato promotore ha approvato la nuova perimetrazione e presentato al pubblico il dossier ufficiale per il riconoscimento MaB Unesco.
Il progetto segna un salto di qualità. L’area candidata non si limita alle zone “core” già tutelate, ma include centri urbani e infrastrutture strategiche. L’aeroporto di Trapani Birgi ha scelto di impegnarsi in un percorso di decarbonizzazione, assumendo un ruolo simbolico e operativo. La Camera di commercio ha fatto da cornice alla presentazione, confermando la centralità del tessuto istituzionale.
“Abbiamo costruito un percorso partecipato – ha dichiarato Giuseppe Pace, commissario straordinario della Camera di commercio di Trapani e presidente di Unioncamere Sicilia – con centinaia di tavoli tecnici e incontri con la popolazione. È nata una candidatura di territorio, fondata su tre pilastri: conservazione della natura, sviluppo sostenibile e promozione delle attività tipiche”. Il coinvolgimento è trasversale: salinari, università, mondo della cultura, imprese. Ma soprattutto i giovani, che vedono nell’iniziativa un’occasione concreta di crescita professionale. L’entusiasmo delle nuove generazioni diventa motore di un progetto che intreccia tutela ambientale e prospettive occupazionali.
Governane e dossier al ministero
Il prossimo passo sarà definire la governance della Riserva. Poi il dossier approderà al ministero dell’Ambiente. Il Comitato promotore riunisce Regione Siciliana, Camera di commercio di Trapani, Libero consorzio, Comuni di Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco, insieme al Wwf. Una rete istituzionale che rafforza la credibilità della candidatura.
Il coordinatore scientifico Giorgio Andrian ha sottolineato il valore internazionale: “Questo percorso aggancerà il territorio al resto del mondo”. I numeri parlano chiaro: le località che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco registrano in media un +14% di turisti. Un dato che alimenta aspettative e strategie. L’esperto Luca Dalla Libera ha ricordato il lavoro svolto nel 2025, che ha permesso di elaborare la strategia complessiva. Per il 2026 l’obiettivo sarà individuare “azioni bandiera”, capaci di chiarire al ministero su quali settori la comunità intenda puntare.
Un segnale forte per garantire uno sviluppo permanente dell’area. La candidatura delle Saline di Sicilia si presenta come un progetto corale, che unisce istituzioni, imprese e cittadini. Una sfida che guarda lontano, con l’ambizione di trasformare un patrimonio naturale in motore di crescita e identità.
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