Fondi europei
Ocm Vino, anno record: oltre 75 milioni di investimenti, Sicilia prima regione per capacità di spesa
La Regione Siciliana chiude l’anno finanziario 2025 dell’Ocm Vino con un risultato considerato straordinariop dagli addetti ai lavori: oltre 75,18 milioni di euro impegnati sulle misure del Piano nazionale di sostegno vitivinicolo, contro un plafond iniziale di appena 52,46 milioni assegnati dal ministero dell’Agricoltura. Un differenziale positivo che non ha precedenti nella recente storia della programmazione vitivinicola e che consente alla Sicilia di posizionarsi come prima Regione italiana per capacità di spesa, efficienza amministrativa e dinamismo del comparto enologico.
Un balzo senza precedenti
L’anno finanziario 2025 dell’Ocm Vino, compreso tra il 16 ottobre 2024 e il 15 ottobre 2025, si conclude per la Sicilia con un bilancio che segna un punto di svolta nella gestione dei fondi vitivinicoli europei. Le tre misure attive – investimenti, ristrutturazione e riconversione dei vigneti, promozione sui mercati dei Paesi terzi – hanno raggiunto complessivamente la cifra record di 75.183.000 euro, superando di oltre 22 milioni il plafond iniziale stanziato dal Masaf.
L’incremento non deriva da una revisione dei fondi nazionali, ma dalla capacità degli uffici regionali di intercettare e utilizzare le economie residue provenienti da altre regioni italiane, che non sono state in grado di impiegarle entro le scadenze previste. Un meccanismo virtuoso che premia le amministrazioni più organizzate e consente una redistribuzione delle risorse verso i territori più dinamici.
Schifani: “Un traguardo straordinario”
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, definisce la performance “un traguardo straordinario per l’intera filiera vitivinicola regionale”, riconoscendo un ruolo decisivo all’apparato amministrativo.
Schifani evidenzia come il comparto siciliano si stia distinguendo per capacità progettuale, crescita qualitativa e presenza sui mercati internazionali: “Le nostre aziende investono, programmando il futuro con ambizione. Il risultato dell’Ocm Vino attesta la forza di un settore che non solo regge la competizione globale, ma la interpreta come leva di crescita. Il vino siciliano è tra le espressioni più autentiche della nostra identità culturale ed economica e continueremo a sostenerlo con convinzione”.
Il presidente richiama inoltre l’impatto macroeconomico del comparto, ricordando che la filiera vitivinicola rappresenta uno degli assi più solidi dell’agroalimentare regionale, con oltre 98.000 ettari di superficie vitata, un export in crescita e un posizionamento strategico nei mercati premium.
Sammartino: “Sicilia al vertice nazionale per capacità di spesa”
L’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, sottolinea come il risultato superi “di gran lunga qualsiasi anno finanziario precedente”, attribuendo la performance alla “oculata e coraggiosa” gestione delle risorse Feaga da parte dei funzionari direttivi dell’Unità operativa S2.03 – Viticoltura ed Enologia.
“L’aver recuperato e impiegato integralmente circa 23 milioni di economie nazionali – afferma Sammartino – pone la Sicilia ai vertici della capacità di spesa nel Piano nazionale di sostegno vitivinicolo. Una prova di efficienza amministrativa e di visione politica, che consente alle nostre aziende di beneficiare di risorse aggiuntive per crescere, investire in qualità e conquistare nuovi mercati”.
Sammartino evidenzia inoltre che l’attivazione tempestiva dei bandi, la rapidità delle istruttorie e il coordinamento con i consorzi di tutela hanno contribuito a garantire un ritmo di spesa superiore a quello di ogni altro territorio italiano.
Un comparto in espansione
L’ammontare della spesa riflette la varietà degli interventi finanziati:
– Investimenti in cantina: ammodernamento tecnologico, digitalizzazione dei processi, adeguamento strutturale e miglioramento delle linee produttive.
– Ristrutturazione e riconversione dei vigneti: sostituzione di impianti obsoleti, introduzione di nuovi cloni, miglioramento della resilienza ai cambiamenti climatici.
– Promozione nei mercati dei Paesi terzi: campagne di marketing, partecipazione a fiere internazionali, attività di incoming, rafforzamento del brand Sicilia nei mercati extra-Ue.
Queste tre misure rappresentano i pilastri del PNS vitivinicolo, con ricadute dirette sulla competitività delle imprese, sull’export e sulla qualità del prodotto.
Pubblicata la graduatoria
Un tassello ulteriore si aggiunge proprio negli ultimi giorni: il Dipartimento regionale dell’Agricoltura ha pubblicato la graduatoria definitiva delle aziende ammesse al bando per la campagna 2025/2026 della misura “Promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi”.
Sono dodici i progetti risultati finanziabili, con un contributo pubblico pari al 50% dei costi ammissibili. Il totale delle risorse destinate alle imprese siciliane supera 4,3 milioni di euro.
I progetti ammessi riguardano interventi in Nord America, Asia, Oceania e Paesi del Golfo, con attività di degustazione, marketing, digital advertising, partecipazione a fiere internazionali e progetti integrati di posizionamento di marca.
Modello di governance che può essere replicato
Gli operatori del settore evidenziano che il risultato non è frutto soltanto della disponibilità di risorse aggiuntive, ma anche di un cambio di passo nella governance della spesa.
Tre gli elementi ritenuti decisivi:
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Rapidità di istruttoria: anticipare le scadenze nazionali garantisce alla Regione un vantaggio competitivo nell’assorbimento delle economie.
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Relazione con il tessuto produttivo: un dialogo costante con associazioni, consorzi e imprese ha facilitato la presentazione di progetti coerenti e finanziabili.
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Monitoraggio attivo dei bandi nazionali: la capacità degli uffici di intercettare tempestivamente le risorse non utilizzate da altri territori ha reso possibile l’acquisizione dei 23 milioni aggiuntivi.
Secondo fonti interne all’amministrazione, tali elementi rappresentano un modello replicabile anche in altri settori della programmazione comunitaria.
Le ricadute economiche
L’aumento delle risorse Ocm Vino non ha solo una valenza amministrativa, ma genera un impatto evidente sulla filiera. Le aziende siciliane stanno infatti consolidando il proprio posizionamento sui mercati internazionali, con una crescita delle esportazioni che negli ultimi anni ha superato la media nazionale, e una presenza crescente nelle principali fiere del settore.
I fondi per la ristrutturazione dei vigneti, inoltre, contribuiscono alla sostenibilità della produzione: nuovi impianti più resistenti, minor consumo idrico, maggiore qualità delle uve e migliore resa produttiva. Il comparto vitivinicolo, con le sue eccellenze – dal Nero d’Avola al Grillo, dal Frappato al Carricante fino agli spumanti dell’Etna e alle produzioni biologiche – rappresenta una leva strategica dell’identità agroalimentare siciliana.
Dunque, l’esercizio 2025 dell’Ocm Vino viene unanimemente considerato un anno spartiacque per la Regione Siciliana. Il superamento del plafond iniziale, l’acquisizione di risorse aggiuntive, la massima capacità di spesa a livello nazionale e il consolidamento delle misure di promozione estera segnano un momento di particolare vitalità per l’intero comparto.
La Regione si prepara ora a programmare il nuovo ciclo, con l’obiettivo dichiarato di mantenere questi standard e continuare a sostenere una filiera che rappresenta uno degli asset più competitivi dell’economia siciliana.
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