Terrà

L'appello del governatore
Mitra libici su pescherecci di Mazara, Musumeci: Roma si svegli

“È assurdo che i pescatori siciliani debbano correre il rischio, persino, di perdere la vita andando nel Mare Mediterraneo per portare un pezzo di pane a casa”. Non si da pace il presidente della Regione, Nello Musumeci, dopo che due pescherecci della flotta di Mazara del Vallo, l’Aliseo e l’Artemide, sarebbero stati presi di mira e colpiti da raffiche di mitra da parte di una motovedetta della Guardia costiera libica. Il comandante del’Aliseo, Giuseppe Giacalone, è rimasto ferito, ma fortunatamente sta bene. “È assurdo – ribadisce ancora il governatore della Sicilia – che il governo italiano non abbia ancora avvertito la necessità di chiudere questa partita con il governo libico, una partita aperta da oltre cinquant’anni. È assurdo – conclude Musumeci – che si debba continuare a penalizzare un’economia, nel Sud Italia, sul banco di interessi molto più grandi, spesso inconfessabili.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci

Il fatto è accaduto ieri pomeriggio quando le due imbarcazioni si trovavano a una trentina di miglia dalla costa nordafricana. Sul posto è arrivata la nave Libeccio della Marina militare per prestare soccorso alle due imbarcazioni che non sono state sequestrate dalle autorità libiche e che ora in navigazione per Mazara del Vallo. La dinamica dei fatti è ancora tutta da chiarire. La Marina libica, da canto suo, ha smentito di aver sparato “contro” i pescherecci, precisando di avere esploso colpi di avvertimento in aria. Una versione contestata dal sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci, che accusa i libici di avere sparato ad altezza d’uomo.

Fonti della Farnesina hanno confermato che “il comandante ha riportato solo lievi ferite che non destano preoccupazione”. E “sono in corso accertamenti sulla dinamica di quanto avvenuto” che “non di meno conferma la pericolosita’ della zona prospiciente le coste della Libia, dove non si puo’ pescare”. D’altra parte, “la zona e’ stata del resto definita “ad alto rischio” per tutte le imbarcazioni gia’ nel maggio 2019 dal Comitato Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti”.

Anche l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, scende in campo.“Non aspettiamo il morto per intervenire. Le navi della Marina devono tornare in mare a presidiare il Mediterraneo nelle aree calde d’interesse nazionale – afferma l’ex capo di stato maggiore della Marina Militare dal 2013 al 2015 -. “In primo luogo, ripristiniamo Mare Sicuro nella sua originale consistenza di 4/5 navi contemporaneamente in mare dalle acque antistanti la Tunisia orientale all’Egeo verso Creta, posizionate in modo da esercitare deterrenza e il controllo del mare per il contrasto del suo utilizzo illegittimo. Si tratta di una scelta eminentemente politica, ma sarebbe sbagliato tacere la difficoltà materiale in cui si trova la Marina in questo momento in termini di personale, fortemente sotto organico, e di mezzi navali, avendo perso la nona e la decima Fregata FREMM quando si è ormai esaurita la linea delle 8 fregate classe Maestrale, delle 4 Lupo, delle 4 classe Soldati e non sono ancora diventati operativi i PPA della legge navale”.

In sostanza, “serve quindi un provvedimento urgente del Governo che autorizzi l’arruolamento di nuovi contingenti di marinai e al tempo stesso aumenti significativamente i fondi per la manutenzione e l’impiego dello strumento aeronavale per aumentare la disponibilità effettiva di un maggior numero di mezzi. Il rilancio della Marina è un investimento strategico. Il mare è e sarà sempre di più vitale per la prosperità dell’Italia e la sicurezza del suo popolo” conclude l’ammiraglio.

Anche la Federazione Nazionale delle Imprese di Pesca (Federpesca) denuncia “il gravissimo attacco” contro tre pescherecci di Mazara del Vallo avvenuto ieri al largo della Libia, con il ferimento del comandante del motopeschereccio Aliseo, e chiede al governo “una presa di posizione forte e definitiva sulla qualificazione giuridica delle acque sulle quali la Libia rivendica la propria sovranità economica”. Per la Federpesca si tratta “dell`ennesimo gravissimo episodio” dopo “il recente sequestro per 108 giorni dei 18 pescatori di Mazara del Vallo”. Fatti che “raccontano di una situazione nello Stretto di Sicilia diventata oramai insostenibile per i nostri pescatori, che Federpesca denuncia da anni”.

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