Herry, 300 milioni di danni: il piano della Regione tra ristori immediati e fondi nazionali. Sammartino: “Investiamo per difendere il futuro del settore
Oltre 300 milioni di danni. La Regione si è mossa subito. L’assessorato all’Agricoltura ha avviato la ricognizione dei danni provocati dal ciclone Herry, che ha colpito principalmente la Sicilia orientale con raffiche superiori ai cento chilometri orari. L’intervento è partito dal centro polifunzionale di Lentini, dove l’assessore Luca Sammartino ha incontrato agrumicoltori del Catanese e del Siracusano.
Il quadro emerso è pesante. Le correnti hanno fatto cadere a terra arance mature, pronte per la raccolta. In molte aziende la perdita stimata sfiora l’ottanta per cento. Ma il danno non riguarda solo i frutti caduti. Le raffiche hanno provocato abrasioni sulla buccia, micro-lacerazioni che rendono gli agrumi vulnerabili a muffe e parassiti. Difetti spesso invisibili, ma sufficienti a compromettere la conservazione durante il trasporto.
La grande distribuzione non ammette imperfezioni. Le partite con segni superficiali vengono respinte o accettate solo con riduzioni di prezzo tali da annullare ogni margine. Per molti produttori significa lavorare in perdita.
Sammartino: “Prime risorse già stanziate”
“Dopo il fenomeno che ha colpito la nostra regione – ha spiegato Sammartino – ho iniziato un giro nei distretti produttivi insieme agli uffici provinciali del dipartimento, in particolare nelle aree colpite da allagamenti e piogge intense che hanno danneggiato in maniera significativa l’agrumicoltura”. L’obiettivo della visita è duplice: raccogliere le segnalazioni degli agricoltori e illustrare le misure già attivate dal governo regionale.
Uno dei passaggi chiave riguarda i ristori per le imprese agricole. Il 15 febbraio scadrà il termine per presentare le domande di aiuto e “subito dopo partiranno i decreti di finanziamento per ristorare chi ha perso una parte consistente della produzione agrumicola”. Il maltempo, infatti, ha colpito in una fase particolarmente delicata: le piante erano cariche di frutti e il vento ha provocato danni non solo alle produzioni, ma anche agli impianti.
Le aree più colpite includono il Siracusano, la Piana di Catania e altre zone dell’Isola, che saranno tutte incluse nei provvedimenti di sostegno. Accanto agli interventi emergenziali, la Regione rilancia anche sul fronte degli investimenti strutturali.
“Abbiamo messo in campo ulteriori bandi per 126 milioni di euro, un sostegno ad alto impatto per il tessuto produttivo siciliano”, ha sottolineato Sammartino, rivendicando il lavoro svolto sul fronte della programmazione comunitaria: “La Regione siciliana ha speso integralmente la precedente programmazione, senza restituire risorse all’Unione europea”.
I nuovi bandi guardano al futuro del settore primario: trasformazione agroalimentare, nuovi impianti produttivi, competitività sui mercati internazionali. “Fare investimenti in agricoltura – ha proseguito – significa guardare ai prossimi dieci anni. È una grande occasione per rafforzare la redditività della nostra Isola e costruire imprese solide e capaci di esportare”. Sammartino ha ricordato che ora “attendiamo le risorse del Governo nazionale, perché i danni registrati superano i trecento milioni”.
Strade interrotte e aziende isolate
Il ciclone non ha colpito solo gli agrumeti. In diverse aree lo straripamento dei fiumi ha allagato campi e infrastrutture. Le strade interpoderali sono state invase dal fango. Alberi caduti impediscono l’accesso ai fondi.
Molti agricoltori non riescono a raggiungere le proprie aziende. Alcuni hanno perso intere giornate solo per liberare i percorsi di accesso. La produzione danneggiata, già fragile, rischia così di deteriorarsi ulteriormente per l’impossibilità di intervenire tempestivamente.
La situazione logistica pesa anche sulla valutazione dei danni. Tecnici e funzionari faticano a raggiungere le zone più colpite. La ricognizione procede a rilento, mentre le aziende chiedono risposte rapide.
Un comparto da ricostruire con una strategia comune
Il ciclone Herry ha colpito un settore già esposto, ma la risposta istituzionale si sta muovendo su più livelli. L’assessorato ha avviato la ricognizione, ha fissato tempi certi e sta coordinando gli interventi con i Comuni e con le organizzazioni agricole. L’obiettivo è duplice: garantire ristori immediati e costruire una strategia che riduca la vulnerabilità delle colture agli eventi estremi.
Sammartino lo ha ribadito anche a Lentini. “Siamo accanto alle imprese — ha detto — e stiamo mettendo in campo ogni strumento per sostenere chi ha subito danni. La Regione farà la sua parte fino in fondo, ma serve un impegno nazionale all’altezza della situazione”. Una posizione netta, che punta a evitare ritardi e a mantenere il confronto aperto con Roma.
Le misure allo studio riguardano la manutenzione dei canali, il rafforzamento delle infrastrutture rurali, la gestione delle acque e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Temi che tornano ciclicamente dopo ogni emergenza, ma che oggi assumono un’urgenza diversa. La Regione vuole trasformare la crisi in un’occasione per riorganizzare il comparto, ridurre le fragilità e garantire continuità produttiva.
La Sicilia orientale resta il cuore dell’agrumicoltura nazionale. Per questo l’assessorato insiste su una linea chiara: sostenere le aziende nel breve periodo e costruire, insieme ai produttori, un percorso di rilancio. La ricostruzione richiederà tempo, ma la presenza costante delle istituzioni è il primo segnale che il settore non sarà lasciato solo.
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