Il bando
Dieci milioni per “Vendemmia verde”: la strategia della Sicilia per salvare il mercato del vino
La Sicilia scommette sul vuoto per difendere il pieno. Con dieci milioni di euro stanziati dal Piano nazionale strategico, la Regione dà il via libera al bando “Vendemmia verde” 2025/2026: una misura europea anticrisi che chiede ai vignaioli di distruggere i grappoli prima della maturazione, azzerando la resa stagionale in cambio di un sostegno economico. L’obiettivo è riequilibrare un mercato continentale del vino sempre più appesantito dalle eccedenze. La Sicilia — prima regione italiana per dotazione finanziaria complessiva nel PNS, con 51,2 milioni di euro assegnati dal Ministero per la campagna in corso — è ancora una volta in prima linea.
Il meccanismo della vite sacrificata
La logica della “Vendemmia verde” è paradossale solo in apparenza. Distruggere il raccolto prima che esista serve a non svalutarlo dopo che sarà prodotto. La misura, prevista dal Regolamento UE n. 1308/2013 e aggiornata dal Regolamento 2021/2115, consente alle Regioni di attivare su base volontaria un sostegno forfettario a ettaro per i produttori che rinuncino all’intera resa della superficie viticola.
Il risultato è duplice: si allontana lo spettro della depressione del mercato e si evita che le cantine si trovino a dover smaltire, a prezzi di saldo, volumi che il mercato europeo non è in grado di assorbire.
Il meccanismo non intacca il potenziale strutturale dell’azienda. Il vigneto rimane intatto, il paesaggio immutato, le denominazioni protette. Quello che scompare è soltanto il prodotto di un’annata, non la vocazione del territorio.
Sammartino e il “sì” arrivato dalla filiera
L’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino ha incassato il via libera della filiera ancor prima di pubblicare il bando. Produttori, cantine, consorzi e cooperative avevano già incontrato Sammartino avanzando la richiesta formale di attivare la misura emergenziale insieme alla distillazione di crisi. La risposta del governo Schifani è stata rapida. “La proposta arrivata dagli stessi produttori è stata subito accolta”, ha dichiarato l’assessore, sottolineando la funzione preventiva dello strumento: evitare la crisi prima che degeneri, non tamponarla a valle.
Nella stagione dei bandi e delle graduatorie, dove spesso l’agricoltura siciliana arriva tardi o si perde nei caveat burocratici, la velocità di risposta diventa argomento di consenso. La CIA Sicilia Occidentale ha espresso piena adesione alla misura, chiedendo al contempo una programmazione strategica di lungo respiro — almeno dieci anni — per rilanciare l’intero comparto vitivinicolo isolano.
Settore sotto pressione
I dieci milioni per la “Vendemmia verde” sono una risposta emergenziale a una crisi che ha radici più profonde. Il mercato europeo del vino registra da anni un calo dei consumi, aggravato dall’aumento dei costi di produzione, dalla concorrenza dei Paesi terzi e, nel caso siciliano, dai danni ricorrenti della peronospora.
Nel complessivo Piano nazionale di sostegno per la campagna 2025/2026, da 323,8 milioni di euro, la Sicilia è la regione più finanziata con 51,2 milioni: 32,1 destinati alla ristrutturazione dei vigneti, 10,4 agli investimenti e 7,9 alla promozione nei mercati extra-UE. I dieci milioni della “Vendemmia verde” si aggiungono a questo quadro come voce straordinaria, a conferma che l’isola è al tempo stesso la più ricca e la più esposta del sistema vitivinicolo nazionale.
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