Terrà

Infrastrutture idriche
Diga Trinità, via libera dal Mit: 2,6 milioni di metri cubi in più di capacità

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Oltre quattordici mesi di attività istruttoria, un’ordinanza di chiusura tempestivamente affrontata, una sospensione cautelare ottenuta, interventi per 1,25 milioni di euro in somma urgenza e, infine, un sopralluogo dei tecnici del ministero delle Infrastrutture effettuato nelle ultime ore, hanno portato a un risultato concreto e rilevante per il sistema idrico siciliano e trapanese in particolare: l’incremento di 2,6 milioni di metri cubi di capacità della diga Trinità (foto copertina).

Un dato che assume particolare significato in una regione colpita puntualmente negli ultimi anni dalla siccità. Come ha sottolineato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, “abbiamo lavorato in silenzio con grande senso di responsabilità”, evidenziando l’approccio metodico con cui l’amministrazione ha gestito una partita complessa.

Le tappe verso la progettazione esecutiva

La diga Trinità rappresenta un’infrastruttura strategica, il cui iter si inserisce nel più ampio programma di ammodernamento e messa in sicurezza del patrimonio idrico regionale. La messa fuori esercizio, disposta nel gennaio 2024 con ordinanza ministeriale, è stata affrontata dall’amministrazione regionale con tempestività, attivando tutte le procedure necessarie per superare le criticità tecniche emerse a seguito delle verifiche. Già lo scorso maggio è stata ottenuta la sospensione cautelare del provvedimento, avviando la fase operativa che ha condotto all’attuale autorizzazione.

L’investimento di 1,25 milioni di euro in somma urgenza, categoria prevista dalla normativa nazionale proprio per garantire interventi rapidi in situazioni di rilevante interesse pubblico, testimonia l’attenzione prioritaria riservata dall’amministrazione alla sicurezza idrica e alla continuità operativa degli invasi. Si tratta di uno strumento efficace che ha consentito di intervenire senza soluzione di continuità, nel rispetto delle procedure e con l’obiettivo di restituire piena funzionalità all’infrastruttura.

L’autorizzazione ministeriale, concessa in via sperimentale per la durata di un anno, rappresenta un passaggio fondamentale che conferma la bontà del lavoro svolto. Essa consente, in attesa della progettazione esecutiva degli interventi strutturali definitivi, di garantire l’incremento della capacità idrica, rispondendo così alle esigenze del territorio. L’amministrazione regionale è già al lavoro per assicurare il completamento dell’iter progettuale, nell’ambito di una programmazione che punta al consolidamento e al potenziamento strutturale dell’intero sistema idrico.

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